In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
I conti di NVIDIA erano attesi come pochi altri appuntamenti finanziari degli ultimi mesi, e alla fine i numeri sono arrivati: 59,7 miliardi di utile netto in un solo trimestre, una cifra che in euro vale circa 51 miliardi. Il contesto non era dei più rilassati, perché il timore di una bolla dell’AI aveva messo i mercati in posizione di guardia, con gli investitori convinti che proprio la trimestrale dell’azienda californiana avrebbe funzionato da spartiacque per capire se la corsa all’intelligenza artificiale poggi su basi solide oppure no.
I risultati sono stati diffusi ieri in tarda serata e, sulla carta, sono ottimi. Eppure nelle contrattazioni aftermarket non si è vista alcuna euforia, anzi il titolo ha registrato una leggera flessione. Un dettaglio che racconta bene il clima attuale: quando le aspettative sono già altissime, anche i record possono lasciare freddi gli operatori.
I numeri del trimestre: ricavi più che raddoppiati
Nel trimestre chiuso il 26 luglio 2026, NVIDIA ha messo a segno ricavi per 96,2 miliardi di dollari, che convertiti fanno circa 82 miliardi di euro. L’utile netto, come detto, si è fermato a 59,7 miliardi di dollari, ossia intorno ai 51 miliardi di euro. Numeri che, presi singolarmente, dicono già molto, ma che diventano ancora più eloquenti se confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente: i ricavi sono più che raddoppiati in dodici mesi.
Non è quindi soltanto la dimensione assoluta del profitto a colpire. È la velocità con cui l’azienda continua a crescere, in una fase in cui molti analisti si aspettavano quantomeno un rallentamento fisiologico. La domanda di chip per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale, semplicemente, non ha ancora trovato un tetto.
Data center: oltre il 92% del giro d’affari
C’è un dato che più di ogni altro spiega dove si sia spostato il baricentro del business. Oltre il 92% dei ricavi arriva ormai dalla divisione data center, che da sola ha generato circa 76 miliardi di euro nel trimestre. Tradotto: quella che per anni è stata conosciuta soprattutto come l’azienda delle schede grafiche per il gaming oggi vive quasi interamente di infrastruttura per l’intelligenza artificiale, venduta ai grandi operatori cloud e a chiunque stia costruendo capacità di calcolo su larga scala.
Una concentrazione così marcata è al tempo stesso il punto di forza e l’elemento che tiene svegli gli investitori. Finché le aziende continueranno a spendere in modo aggressivo per allestire nuovi centri di calcolo, il motore resterà acceso. È esattamente per questo che i risultati trimestrali di NVIDIA vengono letti da mesi come un termometro dell’intero settore tecnologico, ben oltre i confini della singola società.
Perché il mercato non ha festeggiato
La reazione tiepida dopo la chiusura delle contrattazioni ha una spiegazione piuttosto semplice, ed è tutta legata al peso delle attese. Il mercato aveva già prezzato una trimestrale forte, e a quel punto anche il superamento delle previsioni finisce per essere accolto con un’alzata di spalle. La leggera flessione registrata nell’aftermarket va letta in questa chiave, più che come un giudizio negativo sui conti.
Il dibattito sulla bolla dell’AI, del resto, non si chiude con una singola trimestrale, per quanto imponente. Chi teme un surriscaldamento guarda ai multipli di valutazione e alla dipendenza dell’intero comparto da un pugno di clienti con budget molto elevati. Chi invece vede una traiettoria strutturale punta il dito proprio su numeri come questi, difficili da liquidare come entusiasmo passeggero.
Nel frattempo il quadro contabile parla chiaro: 96,2 miliardi di dollari di ricavi, circa 82 miliardi di euro, un utile netto vicino ai 51 miliardi di euro e una divisione data center che assorbe più di nove decimi del fatturato complessivo.










