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NVIDIA blocca l’overclock spinto delle GeForce RTX 50

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Chi negli ultimi mesi si era divertito a spingere le GeForce RTX 50 oltre i limiti di fabbrica dovrà probabilmente rimettere tutto in ordine, perché con l’ultimo aggiornamento software NVIDIA ha disattivato il Power Limit Control OC, la chiave che permetteva di alzare il tetto di potenza assorbita dalle schede. Il blocco arriva con i driver GeForce 616.56 WHQL e colpisce in pieno lo strumento che aveva fatto discutere la comunità degli overclocker.

Il protagonista della vicenda è mVolt+, un tool di overclock open source che aveva trovato il modo di sbloccare il controllo del limite di potenza sulle schede della serie 5000. Non un dettaglio da poco, visto che su una GeForce RTX 5090 significava poter assorbire fino a 125W in più rispetto a quanto previsto dal produttore, con un effetto diretto e piuttosto vistoso sulle frequenze di clock della GPU. Più corrente, più margine, frequenze sensibilmente più alte. Una scorciatoia che in poco tempo si era guadagnata parecchia attenzione.

Schermata nera al posto dei watt in più

Dopo l’installazione dei nuovi driver la situazione cambia radicalmente. Sui forum di Overclock.net gli utenti raccontano che qualsiasi tentativo di immettere corrente aggiuntiva si conclude allo stesso modo, con una schermata nera che somiglia molto a un crash del driver. Niente messaggi, niente avvisi, semplicemente il sistema che smette di collaborare nel momento esatto in cui si prova a forzare il limite di potenza. Un comportamento coerente su più configurazioni, tanto da far pensare a qualcosa di più di un semplice bug isolato.

Curiosamente, però, il muro non sembra invalicabile per tutti. Una build beta di Hydra 2.3 riesce ancora ad accedere alle funzionalità di override del Power Limit Control OC anche dopo l’aggiornamento dei driver. Un dettaglio che complica la lettura della vicenda, perché se il blocco fosse stato applicato in modo netto e generalizzato a livello di firmware o di gestione della potenza, difficilmente un software alternativo continuerebbe a funzionare. Quindi la porta, almeno per ora, resta socchiusa da qualche parte.

Blocco voluto o incompatibilità accidentale

Qui si entra nel terreno delle ipotesi, e conviene dirlo apertamente. Non è chiaro se NVIDIA abbia deciso di chiudere volontariamente il rubinetto a mVolt+ oppure se ci si trovi davanti a una combinazione mai testata tra il tool e il nuovo driver, con conseguente incompatibilità. Le due letture sono entrambe plausibili sulla carta, ma l’ipotesi più accreditata resta la prima, cioè una mossa deliberata dell’azienda per riportare le RTX 50 entro i parametri di consumo previsti.

Se così fosse, il capitolo non si chiuderebbe qui. La sopravvivenza della build beta di Hydra suggerisce che il metodo di override non è stato eliminato alla radice, e quindi è ragionevole aspettarsi che NVIDIA torni sull’argomento per sistemare definitivamente la faccenda con un intervento più deciso nei prossimi aggiornamenti. Dall’altra parte della barricata, la comunità che sviluppa strumenti di overclock ha una lunga tradizione nel trovare percorsi alternativi, e difficilmente accetterà il blocco senza provare a cercare una via d’uscita.

Nel frattempo chi utilizza mVolt+ su una GeForce RTX 5090 o su un’altra scheda della serie si trova davanti a una scelta piuttosto secca, cioè restare sui driver precedenti per conservare l’accesso al Power Limit Control OC oppure passare ai GeForce 616.56 WHQL e rinunciare ai watt extra. Nessuna terza opzione ufficiale, almeno finché la situazione non si muoverà di nuovo.

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