In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Chi possiede un Nothing Phone (2) dovrà rassegnarsi all’idea che Android 17 non arriverà mai su quel telefono, e la notizia ha lasciato l’amaro in bocca a parecchie persone. Con Nothing OS 5.0 ormai ufficiale, la lista dei dispositivi supportati è stata definita e il Phone (2) ne è rimasto fuori, nonostante sia stato per lungo tempo il modello più ambizioso e più costoso del catalogo dell’azienda. Un dettaglio che ha fatto storcere il naso più di ogni altro, visto che l’aggiornamento raggiungerà invece modelli tecnicamente meno performanti.
La reazione della community non si è fatta attendere e, va detto, era abbastanza prevedibile. Chi ha speso una cifra importante per un top di gamma si aspetta un ciclo di vita software all’altezza, soprattutto quando il marchio ha costruito buona parte della propria identità sul rapporto diretto con gli utenti. Ed è proprio su quel terreno che Carl Pei ha deciso di giocare la partita, evitando comunicati generici e mettendoci la faccia in prima persona.
La spiegazione arriva direttamente dal CEO
Durante una sessione di domande e risposte aperta su Reddit, il numero uno di Nothing ha affrontato diversi argomenti sollevati dagli utenti, e tra questi c’era ovviamente la fine del supporto per il Phone (2). La risposta è stata secca, senza giri di parole. Il motivo tecnico è duplice, con due nodi che si intrecciano e che di fatto rendono impossibile un’ulteriore evoluzione del software su quel dispositivo.
Il primo riguarda l’impossibilità di aggiornare il kernel dello smartphone, elemento fondamentale su cui poggia tutto il sistema operativo. Il secondo, forse ancora più decisivo, è che Android 17 non risulta supportato dal produttore del chip, cioè Qualcomm. Senza il via libera di chi realizza il processore, nessun costruttore può inventarsi soluzioni alternative, perché mancano proprio le basi su cui costruire l’aggiornamento.
Il problema dello Snapdragon 8 Plus Gen 1
A bordo del Nothing Phone (2) c’è uno Snapdragon 8 Plus Gen 1, un chip che nel momento del lancio rappresentava il meglio disponibile sul mercato e che ancora oggi regge senza troppa fatica l’uso quotidiano. La potenza bruta, però, non c’entra nulla con la questione degli aggiornamenti. Quando il supporto software da parte del produttore del processore si esaurisce, la catena si interrompe a monte e i produttori di smartphone si ritrovano con le mani legate.
Non si tratta di un caso isolato, tra l’altro. La stessa sorte tocca ad altri dispositivi equipaggiati con quel medesimo processore, compresi alcuni pieghevoli di Samsung come Galaxy Z Fold 4 e Galaxy Z Flip 4, che non riceveranno One UI 9. Un segnale piuttosto chiaro di come le decisioni prese ai piani alti della filiera dei componenti finiscano per condizionare l’esperienza di chi quei telefoni li ha comprati e li usa tutti i giorni.
Cosa succede adesso ai possessori del Phone (2)
La buona notizia, se così si può chiamare, è che il dispositivo non viene abbandonato del tutto da un giorno all’altro. Il supporto proseguirà sotto forma di patch di sicurezza, che continueranno ad arrivare per tutto il 2027. Significa che il telefono resterà protetto dalle vulnerabilità più recenti, pur senza ricevere nuove funzioni o il salto alla versione successiva del sistema operativo.
Per chi utilizza il Phone (2) come telefono principale, la differenza pratica nel breve periodo sarà limitata. Le app continueranno a funzionare, l’interfaccia resterà quella conosciuta e la sicurezza sarà garantita ancora a lungo. Chi invece punta ad avere sempre l’ultima versione di Nothing OS dovrà per forza guardare a un modello più recente della gamma.








