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No Dogs in Space torna con Punk 2.0 e i New York Dolls

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Chi seguiva No Dogs in Space aveva ormai smesso di sperare, e invece il podcast dedicato alla storia della musica è tornato davvero, con una quarta stagione battezzata Punk 2.0 e un primo episodio già online questa settimana. Il silenzio durava da oltre due anni, abbastanza da far pensare a una chiusura mai annunciata ufficialmente. Ad agosto scorso qualcuno aveva perfino messo per iscritto quel misto di affetto e rassegnazione tipico di chi aspetta una puntata che non arriva mai. Poi il ribaltone.

Dietro il microfono ci sono sempre Carolina Hidalgo e Marcus Parks, che nel frattempo stavano preparando il rientro senza farlo trapelare. La ripartenza non è casuale nemmeno nella scelta del tema. I due hanno deciso che era arrivato il momento di tornare alle basi, e le basi, per loro, significano punk rock. È lì che sentono di avere la passione più solida e la competenza più affilata, e si vede già dal modo in cui hanno costruito l’apertura della stagione.

No Dogs in Space: i New York Dolls aprono le danze

Il debutto di Punk 2.0 è la prima parte di una serie dedicata ai New York Dolls, scelta che di per sé dice parecchio sull’impostazione del programma. Non un riassunto veloce, non una puntata singola da consumare in mezz’ora, ma un racconto spezzato in più episodi, con lo spazio necessario per entrare nelle pieghe della storia. È il metodo che ha reso riconoscibile No Dogs in Space fin dall’inizio, quella tendenza quasi ossessiva a scavare nei dettagli biografici, nelle date, nelle dinamiche interne alle band, senza mai ridurre tutto a una sequenza di aneddoti da bar.

I New York Dolls, poi, sono materiale ideale per un podcast che vive di contesto. Il frontman David Johansen veniva da Staten Island, particolare che per chi è nato da quelle parti pesa più di quanto sembri, e che rende l’ascolto una faccenda personale prima ancora che musicale. Quel tipo di legame, tra l’altro, è esattamente ciò su cui il programma ha sempre puntato: la sensazione che la musica non nasca nel vuoto ma dentro quartieri, famiglie, situazioni concrete.

Il ritorno alle origini di Hidalgo e Parks

La decisione di ripartire dal punk non è solo nostalgia. Carolina Hidalgo e Marcus Parks hanno spiegato di aver riflettuto su dove si trovasse il loro terreno più fertile, e la risposta li ha riportati al genere che conoscono meglio. Dopo una pausa così lunga, ricominciare da un territorio familiare ha una sua logica pratica, oltre che affettiva. Serve un punto d’appoggio stabile per rimettere in moto una macchina narrativa complessa come questa.

Chi ascolta No Dogs in Space da tempo sa che il ritmo del programma non è quello dei podcast pensati per il consumo rapido. Le stagioni si sviluppano lentamente, gli episodi si accumulano, e la ricompensa arriva nella capacità di costruire un quadro d’insieme che nessuna scheda enciclopedica riesce a dare. La storia della musica raccontata così diventa qualcosa di più di un elenco di album e formazioni, si avvicina più a un racconto lungo con personaggi che tornano, si incrociano, a volte si autodistruggono.

Il fatto che la quarta stagione arrivi dopo due anni abbondanti di assenza rende il debutto ancora più interessante per chi aveva archiviato la faccenda. La serie sui New York Dolls è appena cominciata, la prima parte è disponibile, e il resto seguirà secondo il calendario che i due conduttori decideranno di tenere.

Fonte: TecnoAndroid

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