Vai al contenuto
Offerte

Niu Lai, il film della mucca incassa 8 milioni in Cina

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Con un budget da poche centinaia di euro e cinque anni di lavoro in famiglia, Niu Lai è diventato il caso cinematografico dell’anno in Cina, quel film d’animazione che sui social viene chiamato semplicemente “il film della mucca” e che ha incassato quasi 8 milioni di euro partendo praticamente da zero. Nessun grande studio dietro, nessuna squadra di animatori esperti, nessun piano marketing. Solo una madre e un figlio trentenne, un computer, qualche attrezzatura comprata usata e un’ostinazione difficile da spiegare a parole.

Chi bazzica i social se lo sarà trovato davanti almeno una volta negli ultimi mesi, di solito accompagnato da commenti ironici sulla qualità dell’animazione, che è effettivamente ruvida, spigolosa, lontanissima dagli standard a cui il pubblico è abituato. Eppure è proprio lì che è scattato qualcosa. Il passaparola ha fatto il resto, trasformando una curiosità da schermo dello smartphone in un fenomeno da sala cinematografica.

La storia del vitello e dell’allodola

La trama di Niu Lai è semplice quanto la sua realizzazione. Protagonista è un vitello appena nato che prova a muovere i primi passi, sviene e finisce dentro un sogno dove incontra un’allodola, che da quel momento diventa la sua compagna di viaggio. Insieme all’uccellino e alla madre, il piccolo animale impara pezzo per pezzo come funziona la vita, affronta prove, accumula esperienza. Che il racconto ruoti attorno a un cucciolo e alla sua crescita ha un senso preciso, visto chi c’è dietro la macchina da presa. Sun Lifang e Xin Yumeng, madre e figlio, hanno scritto, prodotto, diretto e interpretato tutto quanto.

Sulle piattaforme online circolano versioni diverse sul lavoro di Xin Yumeng, c’è chi lo descrive come architetto paesaggista e chi racconta di un’attività di famiglia nel settore dell’arredamento. In un modo o nell’altro, sembra che si occupi di design d’interni. La madre invece lavorerebbe in un’azienda statale, dettaglio mai confermato, ma quello che conta è un altro aspetto, ovvero la disponibilità totale a dare una mano al figlio pur di vedere il progetto realizzato. L’idea iniziale era di Xin Yumeng, che voleva costruire una storia attorno a un bue perché suo padre era nato nell‘anno del Bue. La sceneggiatura l’ha scritta la madre, che a scrivere sceneggiature ha imparato da sola, senza corsi né maestri.

Da 900 euro di incasso al fenomeno nazionale

Il lavoro è durato cinque anni. L’attrezzatura necessaria è stata acquistata di seconda mano e l’animazione è stata realizzata con SketchUp, un software di modellazione che con il cinema d’animazione professionale ha poco a che vedere. Il budget complessivo non è mai stato reso noto nel dettaglio, ma si aggira attorno ai 900 euro. Una cifra che suona quasi come uno scherzo, considerato quello che è successo dopo.

L’uscita in sala, ad agosto di quest’anno, è stata un mezzo disastro. Il primo incasso si è fermato a 7.000 yuan, circa 900 euro, praticamente quanto era costato girarlo. Poi è arrivata la reazione online, massiccia e imprevedibile. La popolarità è cresciuta in fretta, i cinema hanno iniziato a programmare più proiezioni, il pubblico si è presentato davvero. E il film della mucca si è ritrovato tra i dieci titoli d’animazione con i maggiori incassi in Cina nel 2026, oltre che tra le pellicole più redditizie di sempre in rapporto al budget.

Il contesto aiuta a capire quanto sia insolita questa vicenda. L’industria cinese negli ultimi anni ha sfornato numeri impressionanti, su tutti Ne Zha 2, entrato nella top 10 dei film più visti della storia con 2.270 milioni raccolti in tutto il mondo e capace di superare perfino Titanic. Niu Lai non giocherà mai in quella categoria per volume di incassi, ma in quanto a popolarità si è ritagliato uno spazio tutto suo, quello del film di culto nato per caso in una casa qualunque.

Condividi:
120 Condivisioni