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Microsoft, l’ingegnere avverte: scrivere codice a mano è finita

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Una frase secca lanciata su Twitter da un ingegnere di Microsoft ha riacceso il dibattito che agita da mesi il mondo dello sviluppo software: scrivere codice a mano, riga dopo riga, sarebbe ormai una pratica destinata a sparire. A dirlo è stato David Fowler, Distinguished Engineer dell’azienda di Redmond, con un messaggio tanto breve quanto tagliente, “Typing code is absolutely over”. Tradotto senza troppi giri di parole, digitare codice è finita lì. Ma prima di trasformare quelle parole in una condanna per un’intera categoria professionale, vale la pena guardare cosa c’era davvero dietro.

Perché la dichiarazione, letta fuori contesto, si presta a essere gonfiata ben oltre l’intenzione di chi l’ha scritta. Fowler non ha detto che gli sviluppatori software diventeranno inutili. Il senso è un altro, e per certi versi più interessante: l’intelligenza artificiale sta diventando bravissima a coprire quella che si potrebbe definire la mansione entry level, il lavoro di base, ripetitivo, quello che una volta veniva affidato ai profili junior. Il risultato non è la sparizione del mestiere, ma la sua trasformazione.

Da programmatori a supervisori del codice

L’implicazione, se si segue il ragionamento fino in fondo, è che chi programma finirà per assumere un ruolo diverso. Non più mani sulla tastiera per ore, ma occhi sul lavoro prodotto da qualcun altro, in questo caso una macchina. Manager, supervisori, coordinatori, revisori: cambiano le etichette ma il concetto resta lo stesso. Qualcuno deve decidere cosa va costruito, come, e soprattutto verificare che quello che esce dal generatore automatico abbia senso, funzioni e non introduca problemi. È una prospettiva che ribalta la gerarchia classica del settore. Per anni la carriera di uno sviluppatore è partita dal basso, scrivendo funzioni semplici e imparando sul campo. Se quel gradino iniziale viene assorbito dall’AI, la struttura stessa dei team di sviluppo cambia forma. La competenza tecnica non evapora, si sposta verso l’alto, verso la capacità di leggere, giudicare e correggere.

GitHub Copilot non suggerisce più soltanto

Il tweet di Fowler non è arrivato in un momento qualsiasi. GitHub Copilot continua ad allargare il proprio raggio d’azione, e non di poco. L’assistente ha smesso da tempo di limitarsi a proporre righe di codice mentre si digita. Oggi è in grado di prendere in carico attività di sviluppo complete, dall’inizio alla fine.

L’agente configura ambienti di lavoro, mette mano ai repository, lancia test automatici e produce pull request che poi passano al vaglio umano per la verifica e l’approvazione. In pratica esegue un ciclo di lavoro che fino a poco tempo fa richiedeva una persona seduta davanti a uno schermo per diverse ore. A questo si aggiunge un’estensione recente del supporto: l’agente può ora operare anche su ambienti Windows, compilando e testando applicazioni pensate per il sistema operativo di Microsoft. Messo in fila, il quadro spiega perché una frase così drastica sia uscita proprio adesso e proprio da dentro l’azienda. Non è una provocazione lanciata nel vuoto, ma la lettura di qualcuno che vede da vicino quanto in fretta questi strumenti stiano maturando. La distanza tra un suggerimento automatico e un agente che gestisce un intero flusso di lavoro si è accorciata parecchio, e chi sviluppa software se ne sta accorgendo giorno dopo giorno.

Il punto di attrito, semmai, riguarda la fiducia. Ogni pull request generata automaticamente ha bisogno di un controllo, ogni test superato va interpretato. Il codice prodotto da Microsoft e dai suoi strumenti passa comunque da un giudizio umano prima di finire in produzione, e quella soglia di verifica resta il perno attorno a cui ruota tutto il discorso di Fowler.

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