Neuralink torna al centro dell’attenzione con un risultato che ha dell’incredibile, perché una carrozzina elettrica è stata guidata usando soltanto il pensiero. La tecnologia sviluppata dall’azienda di Elon Musk, forse la più avanzata al mondo tra le interfacce cervello computer applicate alla medicina, ha mostrato risultati che fino a poco tempo fa sembravano fantascienza. E il video che li documenta lascia davvero a bocca aperta.
Muoversi in autonomia è una delle sfide più dure per chi convive con una paralisi. Serve un aiuto per quasi tutto, e la dipendenza dagli altri pesa parecchio sul piano psicologico. Ecco perché poter comandare una carrozzina elettrica senza mani, senza joystick, senza alcun movimento fisico, cambia completamente le carte in tavola. Significa riconquistare un pezzo importante della propria indipendenza. E stando a quanto mostrato, ci siamo quasi.
Come funziona il sistema che legge i segnali del cervello
Il tutto arriva dalla sperimentazione chiamata PRIME, in cui alcuni partecipanti sono riusciti a controllare la carrozzina sfruttando esclusivamente la propria attività cerebrale. Attenzione però, perché qui non si parla di leggere i pensieri come si intende di solito. Il sistema interpreta i segnali che i neuroni producono quando il cervello pianifica un movimento, anche nei casi in cui il corpo non è più capace di eseguirlo materialmente.
Alla base di tutto c’è il chip N1, un impianto dal diametro di circa 23 millimetri che viene inserito nella corteccia motoria. Dentro ci lavorano 1.024 elettrodi distribuiti su filamenti sottilissimi, più fini di un capello umano, capaci di registrare in tempo reale l’attività elettrica del cervello. Numeri che danno l’idea di quanto sia raffinata questa macchina.
Dal cursore sullo schermo ai comandi della carrozzina
Per quanto riguarda la guida vera e propria, entra in gioco un algoritmo di apprendimento automatico che traduce quei segnali nel movimento di un cursore sullo schermo. Quel cursore viene poi convertito nei comandi effettivi della carrozzina. In pratica si può farla avanzare, andare in retromarcia, sterzare oppure regolare seduta e schienale. C’è anche un dettaglio che colpisce, quando l’utente smette di concentrarsi il cursore torna da solo al centro e la carrozzina rallenta fino a fermarsi. Una sorta di freno naturale legato all’attenzione.
Va detto con chiarezza che per ora resta una sperimentazione clinica. Il dispositivo non ha ancora ottenuto il via libera della Food and Drug Administration, l’ente statunitense che regola questo tipo di tecnologie mediche. Prima di pensare a un impiego su vasta scala serviranno altri studi, altre verifiche, altri numeri a supporto. Ma se i risultati venissero confermati e la tecnologia convalidata, i risvolti sarebbero enormi. Si tratterebbe della prima versione concreta di un sistema di guida basato sul pensiero, qualcosa che fino a ieri apparteneva più alla narrativa che alla realtà.


