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Gli schizzi ufficiali diffusi da Hyundai raccontano già molto del nuovo Hyundai Bayon, il SUV compatto che cambia pelle e abbandona l’impostazione da hatchback rialzata per qualcosa di decisamente più squadrato. Seconda generazione, quindi, per il modello che condivide la base tecnica con la i20 e che nel giro di poche settimane farà il suo debutto in India, prima di arrivare in Europa e in altri mercati. Il messaggio è chiaro: più muscoli fuori, più tecnologia dentro.
Il Bayon uscente era arrivato nel 2021, con un restyling nel 2024, prodotto in Turchia e venduto soprattutto in Europa. Una carriera tranquilla, senza grandi scossoni, chiusa però da un cambio di scenario piuttosto evidente. La nuova i20 presentata qualche mese fa in Sud America si è trasformata in una specie di crossover compatto, lasciando pochissimo spazio di manovra al vecchio Bayon. Da qui la scelta di spingere il SUV in una direzione molto più netta.
Un design più robusto, firmato Art of Steel
Gli schizzi confermano quanto già si intuiva dai prototipi camuffati avvistati in strada. Il nuovo Hyundai Bayon adotta un linguaggio stilistico chiamato Art of Steel, lo stesso che si ritrova sui SUV più grandi della casa coreana, e il risultato è un mezzo dalle forme molto più tese e geometriche. Tra gli elementi che salteranno all’occhio ci sono i gruppi ottici a LED divisi su due livelli, i paraurti con piastre paramotore sovradimensionate, i passaruota scolpiti e una linea di cintura che sale verso la coda.
Niente di casuale, ovviamente. Il pubblico continua a preferire estetiche avventurose anche su vetture che difficilmente vedranno una strada sterrata, e Hyundai ha semplicemente seguito la domanda. Chi si aspettava un aggiornamento morbido resterà sorpreso, perché il salto rispetto al modello precedente è sostanziale, quasi un cambio di categoria visiva.
Abitacolo digitale ma con i comandi fisici
Dentro, il Bayon prende in prestito l’impostazione della nuova generazione della i20. Il riferimento sono i due schermi da 12,3 pollici affiancati, almeno sugli allestimenti più ricchi, con la strumentazione digitale e il sistema di infotainment a formare un unico blocco. La notizia più gradita, però, riguarda un dettaglio apparentemente minore: restano tre manopole rotanti tradizionali sulla console centrale. Hyundai non ha ceduto del tutto alla moda di spostare ogni funzione dentro un touchscreen, e per chi guida ogni giorno nel traffico questa scelta pesa più di quanto sembri.
Sul fronte meccanico l’attesa è per un’evoluzione dell’architettura attuale, senza rivoluzioni. La gamma motori dovrebbe comprendere unità a benzina, a metano e soluzioni mild hybrid, con disponibilità variabile da mercato a mercato. Il modello uscente monta un tre cilindri turbo 1.0 litri, che secondo le indiscrezioni lascerebbe il posto a un 1.2 litri mild hybrid in Europa e a un 1.5 litri senza elettrificazione in India.
Dove si posiziona nella gamma
Il discorso del posizionamento è interessante perché cambia da continente a continente. In India il nuovo Hyundai Bayon andrà a collocarsi sopra Exter e Venue, restando sotto Creta, con produzione che molto probabilmente sarà locale. In Europa invece si infilerà tra Inster, la più piccola e completamente elettrica, e Kona, andando a occupare la fascia centrale del segmento dei B SUV, quella dove la concorrenza è più feroce.
Chi in Nord America sperava di vederlo arrivare dovrà mettersi l’anima in pace, perché quel mercato continuerà a puntare su Venue, di dimensioni simili. Oltre all’Europa, il SUV coreano dovrebbe raggiungere anche il Medio Oriente e altre aree del mondo.
Un’ultima curiosità riguarda il nome. Bayon arriva da Bayonne, città dei Paesi Baschi francesi conosciuta per la sua architettura medievale, una di quelle scelte toponomastiche che Hyundai ha usato più volte per i suoi SUV. Nelle prossime settimane, avvicinandosi alla presentazione ufficiale, dovrebbero emergere i dettagli tecnici completi.
Fonte: TecnoAndroid








