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La bola negra: i Los Javis agli Oscar dopo il premio a Cannes

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Javier Calvo ha raccontato una cosa che, detta da chi oggi porta un film agli Oscar, suona ancora più pesante: c’era un agente convinto che la sua omosessualità andasse nascosta per riuscire a lavorare. Lo ha ricordato parlando del percorso che lo ha portato, insieme a Javier Ambrossi, a firmare La bola negra, la pellicola scelta per rappresentare la Spagna alla 98esima edizione dei Premi Oscar e in arrivo nelle sale il 14 gennaio 2027.

Calvo, 35 anni, e Ambrossi, 42, sono a un passo dall’entrare in quel gruppo ristretto di autori spagnoli le cui opere hanno ottenuto una candidatura all’Academy. L’Accademia del cinema spagnolo ha già ufficializzato la scelta, adesso la palla passa a Hollywood per capire se il titolo finirà tra i candidati a Miglior film internazionale. Intanto il secondo lungometraggio della coppia, conosciuta come Los Javis, continua a raccogliere elogi e diverse pubblicazioni scommettono su nomination in più categorie, compresa quella di Miglior film.

Da Cannes a Telluride, il percorso di La bola negra

Il primo capitolo di questo successo è arrivato all’ultima edizione del Festival di Cannes. Il film era in concorso ufficiale e i due registi hanno portato a casa il Premio per la Miglior regia. Non solo: alla prima proiezione la pellicola ha ricevuto una delle ovazioni più lunghe nella storia della manifestazione, il genere di dettaglio che poi pesa nelle stagioni dei premi.

Poi è arrivato il debutto nordamericano al festival di Telluride. E nei giorni scorsi è stato annunciato che La bola negra aprirà NewFest38, il festival di cinema LGBTQ+ di New York, il 15 ottobre. Un calendario fitto, costruito con una certa attenzione, che ha accompagnato il film fino al passaggio più atteso dal pubblico spagnolo, quello nelle sale.

La storia segue tre uomini le cui vite si intrecciano attraverso tre piani temporali distinti: 1932, 1937 e 2017. A unirli ci sono la sessualità e il desiderio, il dolore, e una serie di domande sulla trasmissione del passato e sulla responsabilità di chi resta. Nel cast ci sono Guitarricadelafuente, Miguel Bernardeau e Carlos González.

Javier Calvo e le difficoltà di partenza

In un’intervista concessa lo stesso giorno della premiere mondiale a Cannes, i due registi si sono detti orgogliosi dello stato di salute del cinema spagnolo e hanno ragionato sulla responsabilità che comporta dare visibilità a certe storie. “Anche a noi è costato fatica ottenere opportunità come attori gay”, ha ricordato Javier Calvo.

“Avevo un agente che diceva che dovevo nascondere la mia omosessualità per trovare lavoro. Forse aveva ragione, perché in quel periodo non lavoravo molto. Quando abbiamo iniziato ad avere più occasioni, abbiamo capito che volevamo fare la stessa cosa per gli altri. Sentivamo che era importante e che avevamo la responsabilità di usare la nostra influenza nel modo giusto”.

Ambrossi ha aggiunto un pezzo: “Siamo stati molto fortunati che tante persone si fidassero di noi quando stavamo appena iniziando, e vogliamo fare lo stesso con la nostra casa di produzione. Sento che stiamo contribuendo a spingere nuove voci nell’industria, soprattutto giovani e persone della comunità LGBTQIA+. Mi sembra bellissimo poter fare per altri quello che è stato fatto per noi”.

L’ambizione dichiarata

L’obiettivo non era girare un film in più. Era fare un grande film, con tutto il peso produttivo che la parola porta con sé. “Javi e io eravamo stanchi della sensazione che le storie LGBT siano solo per un pubblico di minoranza. Anche a me piacciono quei film, ma avevo bisogno di realizzare una grande produzione con attori gay che interpretano personaggi gay. Volevamo fare il film più grande possibile in Spagna e che fosse una dichiarazione di intenti. Meritiamo di avere grandi film e le persone LGBT meritano di esserne protagoniste. Quando ero bambino non esistevano superproduzioni con protagonisti uomini gay. Volevo offrire al mondo l’idea di una superproduzione con una visione autoriale marcata, ma anche profondamente queer. Siamo capaci di creare grandi cose”.

Fonte: TecnoAndroid

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