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Ecco cosa succede ad un corpo umano nello Spazio
Uno dei primi pericoli reali è la perdita dell’ossigeno contenuto nei polmoni. L’aria viene espulsa violentemente, e il corpo resta con solo l’ossigeno già disciolto nel sangue. Secondo la NASA, si ha un tempo molto limitato, dai 9 ai 12 secondi, per rimanere coscienti prima che l’ipossia (mancanza di ossigeno al cervello) faccia perdere conoscenza.
Nel frattempo, il corpo umano si gonfia. I liquidi superficiali evaporano, causando un rigonfiamento dei muscoli e dei tessuti. Tale aumento di volume può danneggiare i capillari. Interrompere la circolazione e comprimere organi vitali. Tutto ciò avviene in modo silenzioso, rapido e irreversibile. Se non si interviene entro un tempo molto breve.
Esistono però eccezioni. Durante un test al Johnson Space Center, il tecnico Jim LeBlanc fu accidentalmente esposto al vuoto a causa di un malfunzionamento della sua tuta. Perse conoscenza quasi subito, ma fu soccorso in meno di un minuto e riuscì a riprendersi completamente. Ciò dimostra che, in casi estremi, la sopravvivenza è possibile se si agisce con prontezza.
Un’altra convinzione errata è quella del congelamento istantaneo. In realtà, lo spazio non “raffredda“. Il calore si disperde lentamente per irraggiamento, e solo alcune parti esposte (occhi, bocca o pelle nuda) si raffreddano rapidamente a causa della vaporizzazione, non per contatto diretto con il freddo.
E non è tutto. Non è solo il vuoto a rappresentare una minaccia per l’uomo nello spazio. Senza la protezione dell’atmosfera della Terra, gli esseri umani sono vulnerabili anche ad altri fattori. Come alle radiazioni cosmiche. Raggi UV, particelle solari e radiazioni galattiche possono danneggiare il DNA, aumentare il rischio di tumori e causare disturbi neurologici nel lungo termine.










