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MW, la casa robotica con bracci a soffitto arriva nel 2028

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La casa robotica immaginata dalla startup giapponese MW non prevede maggiordomi umanoidi che camminano per il corridoio, ma bracci meccanici agganciati al soffitto e alle pareti, pronti a muoversi lungo binari aerei per svolgere le faccende domestiche. Un’idea che qualcuno ricorderà dai Simpsons, precisamente dalla Stagione 13, nell’episodio La Paura fa Novanta XII, quando Homer e famiglia finiscono a vivere nella Ultrahouse 3000 governata interamente dall’intelligenza artificiale. Qui però non si parla di cartoni animati, e per fortuna nemmeno di finali splatter.

Il riferimento dichiarato dall’azienda con base a Tokyo è un altro, molto più cinematografico e molto meno inquietante: la casa di Iron Man, dove JARVIS controlla e gestisce ogni cosa, dalle luci agli elettrodomestici. La differenza è che qui il progetto esiste davvero, ha una tabella di marcia e delle date piuttosto precise.

Bracci meccanici invece degli umanoidi

MW, la casa robotica con bracci a soffitto arriva nel 2028

La scommessa di MW parte da una convinzione tecnica abbastanza semplice: per le attività di casa, macchine fissate stabilmente a soffitto e alle pareti possono risultare più efficaci dei classici robot bipedi. Nessun equilibrio da mantenere, nessuna batteria da ricaricare in continuazione, nessun rischio di ribaltarsi mentre si trasporta un piatto. Solo un sistema che scorre su binari e raggiunge i punti della casa dove serve.

I bracci robotici sviluppati dalla società sono dotati di mani ad artiglio e sanno già fare diverse cose concrete. Trasportano oggetti da un ambiente all’altro dell’abitazione muovendosi lungo le rotaie aeree, piegano la biancheria, sistemano la spesa nel frigorifero. Nelle intenzioni della startup l’elenco è destinato ad allungarsi parecchio: cucinare, mettere in ordine, persino fare un massaggio rilassante a chi si stende sul divano dopo una giornata pesante.

MW, la casa robotica con bracci a soffitto arriva nel 2028

È un approccio che ribalta la logica dominante nel settore. Mentre buona parte dell’industria insegue il robot umanoide capace di adattarsi a spazi pensati per gli esseri umani, MW preferisce ripensare lo spazio stesso, integrando la robotica negli edifici fin dalla fase di costruzione. Se questa strada finirà per rendere superflui gli androidi domestici è ancora presto per stabilirlo, ma la direzione è chiara.

Le date del progetto e cosa significano

Il piano industriale non è una vaga promessa da conferenza stampa. La prima abitazione verrà consegnata entro il 2028, quindi si parla di un orizzonte di appena due anni. Il vero salto arriverebbe dopo: entro il 2035 la società prevede di arrivare a costruirne 10.000 all’anno, un numero che trasformerebbe l’esperimento in produzione su scala reale.

Numeri del genere raccontano qualcosa anche sulle ambizioni economiche del progetto. Non un prototipo da mostrare alle fiere, ma un modello abitativo pensato per essere replicato, venduto e installato in serie. Con tutto quello che comporta in termini di cantieri, standard costruttivi e integrazione tra edilizia tradizionale e intelligenza artificiale.

Il fascino della cosa sta proprio nella sua concretezza domestica. Non missioni spaziali o applicazioni industriali complesse, ma le attività ripetitive che occupano ore di ogni settimana: la lavatrice da svuotare, i vestiti da piegare, le buste della spesa da sistemare. Attività che nessuno rimpiangerà particolarmente, una volta delegate a un braccio meccanico che scorre sopra la testa.

Resta il fatto che vivere in una abitazione intelligente di questo tipo significherà abituarsi a una presenza costante, silenziosa, che si muove sul soffitto mentre si prepara il caffè. Un’immagine che fino a poco tempo fa apparteneva solo alla fantascienza e che invece, secondo la tabella di marcia della startup giapponese, comincerà a diventare reale già nel 2028.

Fonte: TecnoAndroid

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