Una multa per aver superato il limite di appena 2 km/h, notificata pure con largo ritardo, è finita al centro delle polemiche online e racconta bene quanto la macchina burocratica italiana sappia farsi lenta e pesante. La storia arriva dalla Romagna, dove un automobilista di Gambettola si è ritrovato tra le mani un verbale della Polizia Locale di Ravenna che, a suo dire, presenta più di una crepa. E il web, com’era prevedibile, ha iniziato a discuterne parecchio.
Guidare in Italia è diventato un esercizio di pazienza, tra il numero altissimo di autovelox e regole che complicano tutto. La legge, in teoria, è chiara. La notifica di una sanzione deve arrivare entro 90 giorni. L’articolo 201 del Codice della Strada allunga il termine a 150 giorni solo per i veicoli immatricolati all’estero. A fare fede è la data di spedizione postale del verbale, non quella di ricezione, e il conteggio non include il giorno dell’infrazione. Numeri precisi, insomma. Peccato che in questo caso i conti non tornino affatto.
Come è scoppiato il caso
Il protagonista è un uomo di 45 anni, sanzionato per eccesso di velocità a Ravenna, in via Adolfo Bellucci. Il verbale gli è stato recapitato ben oltre i tre mesi canonici, per la precisione 104 giorni dopo, con l’aggiunta di 28 euro di spese di notifica. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni. “Il 14 luglio ho ricevuto a casa, notificato a mano da un messo del Comune di Gambettola, un verbale della Polizia Locale di Ravenna per un eccesso di velocità commesso il 7 febbraio scorso”. Uno sgarro che lui stesso definisce ridicolo, visto che parliamo di appena 1,90 km/h oltre la tolleranza di legge. Viaggiava a 51,90 km/h dove il limite era fissato a 50.
Secondo l’automobilista l’atto sarebbe addirittura nullo in sede di ricorso, e le ragioni sono due. La prima riguarda lo strumento usato per il rilevamento della velocità. “Il rilevamento è avvenuto con il sistema Aguia Red and Speed. Come stabilito dalla Corte di Cassazione e da recenti sentenze dei giudici di pace locali, questi dispositivi sono privi della necessaria omologazione tecnica, hanno solo una semplice approvazione ministeriale, rendendo le multe illegittime”. Un tema, quello dell’omologazione degli autovelox, che tiene banco da tempo nei tribunali italiani.
La protesta dell’automobilista
L’uomo ha spiegato che anche calcolando la riapertura dei termini al primo aprile, dopo un primo mancato recapito, la consegna del verbale è comunque arrivata il 14 luglio, cioè 104 giorni più tardi. “I termini sono palesemente scaduti. Oltre alla sanzione minima di 29,40 euro, mi vengono addebitati ben 28 euro di spese di notifica e procedimento per il disturbo del messo comunale che mi ha consegnato l’atto a domicilio. Una cifra spropositata, quasi pari alla multa stessa, per un servizio avvenuto fuori tempo massimo”.
C’è poi il nodo del ricorso, che spesso scoraggia più della sanzione stessa. “Davanti a un verbale nullo fare ricorso richiederebbe ore perse tra scartoffie, uffici o spese per contributi unificati. Chi lavora, ha un’impresa o impegni familiari non ha questo tempo. Così, per sfinimento e per tutelare il proprio tempo lavorativo, si preferisce pagare, nel mio caso 57,40 euro, pur di togliersi il pensiero”. La sua chiusura è netta e riassume l’umore di tanti automobilisti finiti nella stessa situazione. “Ho deciso di pagare, ma non di tacere”.


