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Motorola ha acceso i motori per Android 17, dando il via alla distribuzione della beta partendo dal suo top di gamma, il Signature, per poi allargare in fretta il programma di test a diversi modelli di fascia media. Nella lista compaiono già Edge 70 Pro, Edge 70 Fusion ed Edge 60 Pro, segno che l’azienda vuole muoversi con una certa rapidità. L’aggiornamento non è leggero, anzi. Pesa attorno ai 5 GB e porta con sé una serie di modifiche piuttosto profonde al sistema.
Changelog scarno, ma ci pensa la community a fare chiarezza
Le note ufficiali di rilascio, va detto, sono state generiche e poco esplicative. A riempire i vuoti ci hanno pensato gli appassionati. Un utente Reddit con un Edge 60 Pro tra le mani ha messo insieme un primo elenco delle novità viste dopo l’installazione. Tra queste ci sono nuove icone rapide ridimensionabili, un set rivisto per Wi-Fi, segnale cellulare e batteria, un’interfaccia del volume aggiornata e parecchie opzioni di personalizzazione mai viste prima.
Nella lista spuntano anche un menu impostazioni ridisegnato, una vibrazione più decisa e reattiva e persino la sensazione che il telefono scaldi un po’ di più rispetto a prima. La vera novità però ha un nome preciso, Qira, il nuovo assistente basato su intelligenza artificiale sviluppato da Motorola. A fargli compagnia arriva un sistema di connessione cloud tramite Smart Connect e una gestione delle notifiche completamente rifatta.
Per capire davvero cosa cambia, sono stati utili gli screenshot e le registrazioni dello schermo condivisi da un altro utente su X. Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda proprio la vibrazione, sensibilmente diversa quando si scorre una notifica. Anche la barra di stato è stata rivista, con icone ridisegnate e quelle della schermata home ora tutte con una colorazione uniforme. Debutta pure un Classic Control Center, che pare unire in un’unica schermata il pannello notifiche e le impostazioni rapide.
Live Updates al centro dello schermo e interfaccia rinnovata
Uno dei ritocchi più visibili tocca gli aggiornamenti in tempo reale, i cosiddetti Live Updates. Prima comparivano a sinistra della barra di stato, ora invece si sono spostati attorno al foro della fotocamera, in posizione centrale. Un’idea che ricorda molto la Dynamic Island di Apple. E non finisce qui, perché la funzione non riguarda più solo poche applicazioni ma è stata estesa alla maggior parte delle app di uso quotidiano.
Cambia faccia anche l’app drawer di HelloUI, l’interfaccia proprietaria di Motorola. Sparisce MotoAI dalla barra di ricerca, mentre la sfocatura dello sfondo migliora. Le cartelle passano da una griglia 2×2 a una più capiente 3×3 e arriva un pulsante dedicato per crearne di nuove al volo. Via anche i titoli sotto le icone delle app, con tutte le icone colorate in modo uniforme. La schermata di blocco si rifà il look con nuovi stili di orologio, tipografia più ampia e opzioni extra, anche se manca ancora un effetto di profondità per l’orologio.
Interessanti pure le modifiche alle gesture di sistema. Per catturare uno screenshot, prima bisognava tenere premute tre dita sullo schermo con risultati spesso ballerini. Ora basta uno scorrimento verso il basso con tre dita. Stesso discorso per lo split screen, che si attiva con uno scorrimento verso l’alto sempre con tre dita, al posto del vecchio movimento avanti e indietro poco intuitivo. Motorola pare aver risolto in parte il problema della sovrapposizione delle icone di rete nella barra di stato, anche se la correzione non sembra ancora completa. Il menu impostazioni, infine, assume un aspetto molto vicino alla Pixel UI di Google, allontanandosi dallo stile di Android 16.
Per ora la beta di Android 17 è disponibile solo su un numero ristretto di dispositivi Motorola, ma l’azienda dovrebbe allargare la platea col passare del tempo. Le prime segnalazioni degli utenti sono incoraggianti, con la build che gira senza problemi critici particolari. Un dettaglio che lascia ben sperare per un rilascio della versione stabile in tempi non troppo lunghi.










