Il Mac Pro più potente mai concepito da Apple è rimasto chiuso in un cassetto, un progetto che sulla carta prometteva prestazioni fuori scala e che invece non ha mai visto la luce. A raccontare questa storia è stato Mark Gurman nella sua newsletter Power On, e il quadro che emerge è quello di un’azienda che aveva idee decisamente più ambiziose di quelle poi effettivamente portate sul mercato.
Il succo della vicenda è semplice, anche se un po’ amaro per chi seguiva quella linea di prodotti. Apple avrebbe sviluppato una intera nuova categoria di chip, qualcosa di ancora più spinto rispetto alla già impressionante famiglia Ultra. Roba pensata per spingere il Mac Pro in territori di potenza mai visti prima su un computer desktop dell’azienda di Cupertino. Solo che poi, per motivi che restano dentro le stanze di Apple, quel salto non è stato compiuto.
Due modelli fantasma e una linea lasciata in sospeso
La parte forse più curiosa riguarda i modelli veri e propri. Secondo quanto emerso, Apple avrebbe realizzato non uno ma due Mac Pro che non sono mai finiti negli scaffali. Prototipi funzionanti, presumibilmente, poi accantonati senza troppo clamore. Nessun annuncio, nessuna spiegazione ufficiale, giusto il silenzio che accompagna spesso queste decisioni interne.
Il motivo di fondo sembra legato a una scelta di strategia. Apple ha preferito puntare sul Mac Studio, una macchina più compatta e più accessibile che ha finito per occupare gran parte dello spazio che un tempo era territorio esclusivo del Mac Pro. E qui sta il punto interessante, perché il Mac Studio nel frattempo è cresciuto parecchio, arrivando a offrire configurazioni che per molti professionisti rappresentano più che abbastanza.
Il risultato è che la posizione del Mac Pro dentro la gamma Apple appare oggi tutt’altro che chiara. Da un lato c’è una macchina storica, simbolo della fascia altissima, dall’altro c’è la concreta possibilità che l’azienda abbia deciso di lasciarla in un limbo, senza cancellarla del tutto ma nemmeno investendoci come si faceva un tempo. I chip superiori alla linea Ultra, quelli che avrebbero dovuto dare senso a un nuovo Mac Pro, sono rimasti sulla carta.
Per chi lavora con macchine di questo tipo, la notizia lascia un sapore particolare. Le potenzialità c’erano, i progetti pure, e il fatto che siano stati messi da parte dice molto su come Apple stia ripensando l’intera fascia alta dei suoi computer. La spinta verso il Mac Studio come cavallo di battaglia per i professionisti sembra ormai una direzione consolidata, mentre il vecchio gigante torre resta un capitolo dal finale ancora tutto da scrivere.