Vai al contenuto
Offerte

Luna, si è formata in sole cinque ore: la nuova ipotesi

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

La Luna potrebbe essersi formata in cinque ore, e non nel corso di lunghissimi periodi come si è sempre immaginato. È la conclusione a cui arriva una nuova serie di simulazioni sull’impatto che avrebbe dato origine al nostro satellite, un lavoro coordinato da Adeene Denton del Southwest Research Institute. Un cambio di prospettiva che ribalta l’immagine mentale a cui siamo abituati, quella della nube di detriti che ruota attorno alla giovane Terra e che, pezzo dopo pezzo, si compatta fino a diventare un corpo sferico.

Il racconto classico è più o meno questo. Circa 4,5 miliardi di anni fa la Terra viene colpita da Theia, un protopianeta grande più o meno quanto Marte. L’urto distrugge Theia e scaraventa nello spazio una quantità di materiale sufficiente a costruire la Luna. Su questo punto le nuove simulazioni non si discostano dallo scenario noto. Cambia invece tutto il resto, cioè il modo in cui quel materiale si comporta subito dopo la collisione.

Il dettaglio che cambia lo scenario: la temperatura delle rocce

Nelle ricostruzioni al computer di un impatto planetario si tende a ragionare su due variabili principali, ovvero le dimensioni dei corpi coinvolti e la loro velocità. Quanta massa entra in gioco, con quanta energia, secondo quale angolo. Sono i parametri che per anni hanno guidato i modelli. Il gruppo di Denton ha però aggiunto un elemento che finora era rimasto un po’ in secondo piano, cioè quanto sono caldi i materiali che si scontrano.

Non è una sfumatura da poco. La resistenza delle rocce cambia in modo sostanziale a seconda della temperatura, e questo significa che una collisione tra corpi molto caldi non produce gli stessi effetti di una collisione tra corpi freddi, anche a parità di massa e di velocità. Inserire questa variabile nelle equazioni vuol dire riscrivere il comportamento dei detriti nei momenti immediatamente successivi allo scontro, quando il materiale espulso deve decidere, per così dire, se disperdersi, ricadere sulla Terra oppure aggregarsi.

Da miliardi di anni a poche ore

L’esito di questo approccio è la stima che rende la ricerca interessante: la formazione della Luna potrebbe essersi compiuta in un intervallo brevissimo, nell’ordine di cinque ore. Non un processo di accrescimento graduale, quindi, ma qualcosa di molto più rapido e violento, concentrato in una finestra temporale che sulla scala dei tempi astronomici equivale praticamente a un battito di ciglia.

Vale la pena ricordare quanto sia importante, in questo campo, il lavoro di modellazione. Nessuno era presente 4,5 miliardi di anni fa e le rocce lunari raccolte finora raccontano solo una parte della storia. Le simulazioni servono proprio a esplorare quali condizioni iniziali possano produrre un risultato compatibile con ciò che osserviamo oggi, cioè un satellite con una composizione così simile a quella del mantello terrestre e con una massa così rilevante rispetto al pianeta che lo ospita.

Condividi:
64 Condivisioni