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Nuovo Codice della Strada, ci sono ben 6 multe da 10.000 euro

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Il nuovo Codice della Strada porta con sé un elenco di sanzioni che, a leggerlo tutto d’un fiato, fa una certa impressione: sei violazioni arrivano a 10.000 euro, quindici partono da almeno 4.000 euro e quaranta superano la soglia dei 2.000. Il quadro completo arriva dallo schema che il Ministero delle Infrastrutture ha inviato il 3 settembre scorso alle associazioni chiamate a partecipare alla consultazione pubblica sul testo. Le strade restano le stesse, insomma, ma le regole cambiano parecchio.

I numeri raccontano un impianto molto più articolato di quello attuale. Le violazioni codificate nella tabella sono 795, e coprono qualsiasi cosa: dal tempo di sosta alla velocità rispetto ai limiti, passando per obblighi tecnici e amministrativi. Centotredici illeciti prevedono una sanzione pari o superiore a 500 euro, cinquantotto arrivano ad almeno 1.000 euro. L’importo medio, tirando le somme, si assesta sui 389 euro. Resta confermato lo sconto del 30% per chi paga entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, con un vincolo però: vale solo quando la violazione non comporta la sospensione della patente.

Le multe più pesanti riguardano soprattutto le imprese

Guardando le quaranta contravvenzioni con conseguenze più gravi, emerge un dettaglio che sfugge nei titoli: gran parte delle sanzioni più salate del nuovo Codice della Strada non colpisce l’automobilista comune, ma attività illecite di operatori economici. Le sei multe da 10.000 euro riguardano la gestione di un’autoscuola senza aver presentato la SCIA, l’esercizio o il concorso nell’esercizio abusivo dell’attività di autoscuola, le dichiarazioni mendaci rese dagli operatori durante le procedure di omologazione, la falsificazione o alterazione dei risultati delle prove di omologazione e di vigilanza del mercato, la messa a disposizione sul mercato di veicoli e componenti senza omologazione o con documenti falsificati, e infine la violazione degli obblighi informativi sulle campagne di richiamo con il mancato aggiornamento del relativo elenco.

Un gradino più sotto, a 4.800 euro, compare la conseguenza economica più severa fra quelle che possono toccare chi si mette al volante: la guida senza patente. Stessa cifra per la guida di macchine agricole, forestali o operatrici senza la prescritta abilitazione, per l’uso di veicoli con patente appartenente a gruppi o categorie differenti, per il collocamento di pubblicità lungo e in vista di itinerari internazionali, autostrade e strade extraurbane principali. E ancora, sempre 4.800 euro per il rifiuto degli operatori economici di fornire le informazioni richieste, per l’omessa comunicazione di dati tecnici che potrebbero portare al richiamo di veicoli, per la violazione delle prescrizioni sulla designazione dei servizi tecnici e per la produzione di veicoli privi dei sistemi di avvertimento delle emissioni. A 4.000 euro si colloca la mancata rimozione di pubblicità non autorizzata.

Duemila euro per contromano, targhe e tachigrafi

La fascia da 2.000 euro è la più popolata e tocca comportamenti che in strada capitano davvero. Ci finiscono la circolazione contromano sulle carreggiate di autostrade e strade extraurbane principali e l’inversione del senso di marcia su carreggiate, rampe e svincoli. Poi la circolazione con targhe, targhe prova o contrassegni alterati e manomessi, il numero di telaio contraffatto o cancellato, l’uso di un veicolo giudicato non idoneo dopo la revisione, il tachigrafo manomesso o con dati falsificati, il limitatore di velocità alterato, il trasporto di merci pericolose senza le autorizzazioni previste. Rientrano nella stessa soglia anche la circolazione con veicoli sequestrati o confiscati da parte di chi ne ha la custodia e le varie violazioni dei divieti di guida, a tempo determinato o indeterminato, compresa la conduzione di biciclette a pedalata assistita da parte di persona interdetta.

All’estremo opposto ci sono le ventisei multe più leggere, ferme a 25 euro. Riguardano quasi tutte pedoni, ciclisti e micromobilità: mancato uso di attraversamenti, sottopassi e soprappassi quando distano meno di cento metri, sosta in gruppo sui marciapiedi, attraversamento passando davanti a bus e tram fermi alle fermate, adesivi o stemmi applicati sulle targhe dei monopattini elettrici che riducono la leggibilità della sequenza alfanumerica. Sempre 25 euro per chi, nelle zone di sosta tariffata, paga meno del dovuto e resta parcheggiato oltre il 10% del tempo corrisposto.

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