In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione




L’IWGB sostiene che i tagli non siano semplici “riorganizzazioni aziendali”, ma atti punitivi nei confronti di chi aveva partecipato a discussioni interne sulla necessità di migliorare le condizioni lavorative, ridurre i carichi di lavoro e garantire maggiore trasparenza nelle politiche interne. In particolare, il sindacato ha segnalato che alcuni sviluppatori licenziati facevano parte di gruppi che spingevano per la formalizzazione di un comitato di rappresentanza del personale.
Rockstar, da parte sua, ha respinto le accuse, affermando che le decisioni sono state prese “esclusivamente per motivi operativi e strategici”. Aggiungendo, inoltre, che l’azienda “rispetta pienamente il diritto dei propri dipendenti a organizzarsi”. Tuttavia, l’IWGB ha dichiarato di voler procedere legalmente per contestare i licenziamenti e chiedere una rivalutazione delle posizioni e decisioni prese.
La vicenda arriva in un momento delicato per Rockstar, impegnata nello sviluppo di Grand Theft Auto VI, uno dei giochi più attesi del decennio. La pressione interna per rispettare le scadenze, unita alle aspettative del pubblico, ha riacceso il dibattito sul tema dei periodi di lavoro intenso e prolungato che da anni affliggono l’industria videoludica.
Se le accuse dovessero trovare fondamento, si tratterebbe di un duro colpo per l’immagine dello studio, già oggetto in passato di critiche per la gestione del personale. La battaglia tra IWGB e Rockstar potrebbe così diventare un caso simbolo per la tutela sindacale nel mondo del gaming.






Non perderti nemmeno un’offerta
Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.

