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Anthropic apre un laboratorio biologico reale nella Bay Area

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Un laboratorio di ricerca biologica vero, con bancali, provette e persone in camice, è l’ultima mossa di Anthropic: la società che ha costruito la propria reputazione sui modelli linguistici ha allestito una struttura fisica nella San Francisco Bay Area, in California, dove vengono condotti esperimenti in carne e ossa. Nessun dettaglio su cosa esattamente si stia studiando, ma l’esistenza della struttura è confermata direttamente dall’azienda.

A parlarne è stato Eric Kauderer-Abrams, che in Anthropic guida la divisione dedicata alle scienze della vita. La sua posizione è netta: per fare biologia sul serio, la prova definitiva resta e resterà ancora per un po’ il lavoro di laboratorio reale. E quel lavoro, ha spiegato, l’azienda lo sta già facendo. Il laboratorio non sostituisce le collaborazioni esterne, anzi si affianca a quelle che Anthropic porta avanti con i propri partner strategici.

Cosa bolle in pentola tra Claude Science e la scoperta di farmaci

Sul contenuto delle ricerche il dirigente non si è sbilanciato, e qui la faccenda si fa interessante. Un paio di mesi fa l’azienda aveva presentato un programma di ricerca farmaceutica battezzato Claude Science, con l’intenzione dichiarata di occuparsi di filoni che le grandi case farmaceutiche tendono a scartare perché poco redditizi. Verrebbe naturale collegare le due cose, eppure un portavoce ha precisato che la struttura non nasce specificamente, o almeno non soltanto, per la scoperta di nuovi farmaci.

Quindi cosa ci si fa dentro, esattamente? Non è dato saperlo. Quello che Kauderer-Abrams ha lasciato trapelare riguarda più la visione che i progetti concreti: la convinzione che l’intelligenza artificiale possa accorciare in modo drastico i tempi necessari a individuare trattamenti per malattie considerate finora troppo complicate da affrontare. L’idea è accelerare lo sviluppo di terapie mirate, quelle che oggi richiedono anni di tentativi prima di arrivare a qualcosa di utilizzabile. Un approccio del genere segna comunque uno scarto rispetto a come si muovono di solito le aziende del settore, abituate a fermarsi al software e a lasciare la parte sperimentale a chi ha già le infrastrutture. Qui invece si investe sul mattone, sulle attrezzature, sul personale.

Robot in laboratorio? L’automazione può attendere

Circola la voce che Anthropic stia lavorando per mettere Claude nelle condizioni di pilotare robot impegnati in esperimenti scientifici. Kauderer-Abrams non ha negato, ma ha raffreddato gli entusiasmi: siamo nelle primissime fasi dell’utilizzo dell’AI per automatizzare le attività di laboratorio, e la supervisione umana resta considerata imprescindibile per ragioni di sicurezza. Tradotto: nessuna catena di montaggio autonoma che sforna risultati mentre nessuno guarda.

Il dirigente ha anche chiarito un punto che vale la pena sottolineare, ovvero che l’azienda non ha ancora avviato alcuna sperimentazione clinica. Nessun test su pazienti, nessuna fase avanzata di sviluppo. Il perimetro, per ora, resta quello della ricerca di base. La prudenza ha ragioni che vanno oltre la semplice cautela scientifica. Le aziende dell’AI stanno attraversando una fase complicata sul fronte della fiducia del pubblico, e Anthropic non fa eccezione. Da una parte ci sono i ricercatori che continuano a segnalare i rischi che questa tecnologia comporta per l’umanità, dall’altra episodi concreti che alimentano i sospetti: la stessa azienda aveva individuato alcuni scienziati che stavano usando Claude per condurre ricerche su armi biologiche. Con un precedente del genere alle spalle, aprire un laboratorio di biologia richiede una comunicazione attenta. Non a caso il vertice dell’azienda ha scelto di sostenere pubblicamente una strategia orientata a rallentare la corsa dell’AI, posizione che le ha attirato critiche da più parti e che stride con l’atteggiamento di altri protagonisti del settore. Il laboratorio nella Bay Area si inserisce in questo quadro: avanzare sulla ricerca biologica, ma con l’uomo che tiene ancora saldamente in mano le pipette.

Fonte: TecnoAndroid

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