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Il primo iPhone pieghevole di Apple, quello che secondo le indiscrezioni si chiamerà iPhone Ultra, dovrebbe arrivare sul palco tra poco più di due settimane, con un prezzo che supererebbe i 2.000 euro. Cifra da capogiro, certo, ma il punto interessante è un altro: le rinunce. Perché stando a quanto circola da mesi, questo dispositivo lascerà per strada parecchie funzioni che ormai vengono date per scontate su qualsiasi telefono con la mela sul retro. Ben 5, per essere precisi. E alcune fanno più rumore di altre.
Fotocamere, tasti e sblocco: le prime rinunce di iPhone Ultra
Si parte dal comparto fotografico. iPhone Ultra dovrebbe montare soltanto due sensori, un obiettivo principale e un ultra grandangolare, entrambi da 48MP, praticamente lo stesso schema visto sul modello base di iPhone 17. Manca all’appello il teleobiettivo, e per chi usa lo zoom ottico con una certa frequenza questa sarà probabilmente la limitazione più fastidiosa dell’intero progetto.

Poi c’è la questione dei tasti fisici. Diverse unità fittizie trapelate mostrano un bordo sinistro completamente liscio, senza nulla. Significa che sparisce l’Action button, ma non solo: sarebbe il primo iPhone della storia senza alcun tipo di interruttore per il silenzioso. Il pulsante laterale e il Camera Control finirebbero sul lato destro, mentre i tasti del volume salirebbero sul bordo superiore, con una disposizione che ricorda molto da vicino quella di iPad mini.
Terza rinuncia, forse la più pesante dal punto di vista simbolico: niente Face ID. Al suo posto tornerebbe il Touch ID integrato nel tasto di accensione, la stessa soluzione che Apple continua a usare su iPad base, iPad mini e iPad Air. Sarebbe il primo iPhone privo di riconoscimento facciale da quando la tecnologia ha debuttato con iPhone X nel 2017. Le ragioni sembrano due e piuttosto concrete: lo spessore ridottissimo della scocca, che non lascia margine ai componenti del TrueDepth, e il fatto che ne servirebbero due set separati, uno per lo schermo esterno e uno per quello interno.
MagSafe e SIM fisica, le altre assenze di iPhone Ultra
Il quarto punto riguarda la ricarica. I mockup trapelati non mostrano alcun anello magnetico sul retro, il che lascia intuire che MagSafe non sarà della partita. iPhone Ultra dovrebbe quindi appoggiarsi alla ricarica wireless standard, sulla falsariga di quanto fa Samsung con Galaxy Z Fold 8. Non è escluso un colpo di scena in fase di presentazione, ma allo stato attuale delle voci l’ipotesi appare poco probabile. Ed è una rinuncia che pesa parecchio, considerando quanti accessori magnetici siano ormai sparsi tra scrivanie, comodini e cruscotti delle auto.
Chiude l’elenco la SIM fisica, o meglio la sua assenza. Fonti come Ming Chi Kuo e Bloomberg concordano: iPhone Ultra sarà eSIM in tutto il mondo, nessuna eccezione. Anche qui la spiegazione più logica è lo spessore, lo stesso motivo per cui iPhone Air ha adottato la medesima scelta a livello globale. iPhone 17 e iPhone 17 Pro, invece, sono eSIM soltanto negli Stati Uniti e in alcuni altri mercati, mentre altrove, Cina compresa, mantengono il classico carrellino per la scheda.
Un pieghevole costruito a forza di compromessi
Messe tutte in fila, le mancanze del pieghevole di Apple compongono un quadro abbastanza netto. Nessun teleobiettivo, nessun tasto Azione, nessun interruttore per il silenzioso, nessun Face ID, nessun MagSafe, nessuna SIM fisica. Sei assenze pesanti su un prodotto che dovrebbe collocarsi nella fascia più alta del listino e che, in teoria, dovrebbe rappresentare la vetrina tecnologica dell’azienda.









