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Intel sotto il 70% nelle CPU x86: non accadeva dal 1995

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La quota di mercato di Intel nel segmento delle CPU x86 è scesa sotto il 70% per la prima volta in trentuno anni, un livello che riporta i conti indietro fino al 1995. Il dato arriva dall’ultima rilevazione di Mercury Research e racconta una storia che va oltre il singolo trimestre, perché nel frattempo AMD continua a guadagnare terreno praticamente ovunque, dai server ai portatili.

Il paradosso è che Intel, sul piano dei ricavi, ha appena messo a segno una prova solida. Il fatturato della divisione data center è cresciuto del 59 per cento su base annua nel secondo trimestre, numeri che pochi si aspettavano fino a poco tempo fa. Solo che l’inerzia accumulata negli anni passati pesa ancora, e le quote di mercato si muovono con una lentezza che non perdona.

Intel: il sorpasso quasi compiuto nei server

Nel comparto delle CPU per server la fotografia grezza vede Intel al 65,5 per cento contro il 34,5 per cento di AMD. Ma c’è un dettaglio contabile che cambia parecchio le carte in tavola. AMD non include nel proprio segmento data center i processori embedded destinati ad applicazioni di rete e storage, mentre Intel sì. Normalizzando questa differenza, la quota reale di AMD sale al 46,4 per cento contro il 53,6 per cento di Intel, con una crescita del 9,2 per cento anno su anno.

Tradotto in parole povere, il divario nei server si è ridotto a poco più di sette punti percentuali. Un margine che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato impensabile, considerando quanto Intel dominasse quel mercato senza rivali credibili.

Guardando l’intero mercato x86, la quota Intel si è fermata al 69,3 per cento, in calo del 6,5 per cento su base annua e di circa un punto rispetto al trimestre precedente. Se nel conteggio entrano anche prodotti semicustom, embedded e IoT, la percentuale scivola ulteriormente al 65,9 per cento, giù del 4,6 per cento anno su anno e dell’1,5 per cento trimestre su trimestre, contro il 34,1 per cento di AMD.

I numeri di Mercury Research trovano peraltro conferma nelle rilevazioni di Jon Peddie Research, che dipingono lo stesso quadro di una AMD in ascesa costante.

PC, desktop e portatili raccontano la stessa direzione

Anche nel mercato PC la tendenza non cambia. AMD ha guadagnato il 6,4 per cento su base annua arrivando a un record del 30,3 per cento, mentre Intel si attesta al 69,7 per cento. Vale la pena notare, però, un contesto tutt’altro che brillante: le spedizioni complessive di PC desktop sono calate del 20 per cento anno su anno nel secondo trimestre. Quindi si tratta di fette più grandi di una torta che si è rimpicciolita.

Scendendo nel dettaglio dei sottosegmenti, nelle CPU desktop Intel resta al 65,1 per cento contro il 34,9 per cento di AMD. Sui laptop il vantaggio è più marcato, con Intel al 71,1 per cento e AMD al 28,9 per cento. Il mobile continua a essere il terreno dove Intel difende meglio le proprie posizioni, complice il peso dei rapporti storici con i grandi produttori di notebook.

Cosa arriva dopo, tra 14A e investimenti

Dalla conference call sui risultati del secondo trimestre 2026 sono emersi due elementi che meritano attenzione. Il primo riguarda il nodo 14A, la cui produzione di rischio è ora prevista per il 2027. Il secondo tocca il capitolo investimenti: Intel si è detta pronta ad aumentare “in modo significativo” le spese in conto capitale nel corso del prossimo anno.

Una scelta del genere raramente viene annunciata alla leggera. Suggerisce piuttosto che l’azienda abbia già una certa visibilità su ordini confermati, e che stia preparando la capacità produttiva di conseguenza. Nel frattempo la corsa di AMD nei server resta il dato più eloquente di questa fase, con quel 46,4 per cento che sfiora la parità in un mercato dove Intel ha comandato per decenni.

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