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Generalist raccoglie 200 milioni di dollari guidati da 8VC

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La startup di robotica Generalist ha chiuso un nuovo round da circa 200 milioni di dollari, pari a poco più di 185 milioni di euro, con 8VC nel ruolo di capofila. Un’operazione che arriva a pochi mesi di distanza da una raccolta ben più corposa, 400 milioni di dollari, circa 370 milioni di euro, messi insieme a giugno. Due iniezioni di capitale ravvicinate, per un’azienda che si muove nel territorio più difficile dell’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico, quello dei robot che devono davvero fare qualcosa, non limitarsi a rispondere a domande.

Il riferimento tecnico è GEN-1, il modello presentato ad aprile e pensato per portare a termine compiti fisici. È il biglietto da visita con cui Generalist si è presentata agli investitori, ed evidentemente ha funzionato, visto il ritmo con cui i finanziamenti si sono succeduti nell’arco di pochi mesi.

Generalist: perché 8VC ha messo la firma sul round

Il fondo 8VC guida l’operazione da 200 milioni di dollari, e la scelta di un lead investor di quel calibro dice parecchio su come viene percepito il settore in questo momento. La robotica generalista, quella che punta a sistemi capaci di adattarsi a compiti diversi invece che a macchine specializzate in un singolo gesto ripetuto all’infinito, è diventata una delle aree su cui il capitale di rischio si sta concentrando con maggiore convinzione.

La logica è abbastanza lineare. I modelli linguistici hanno dimostrato che scalare dati e parametri produce capacità nuove, spesso inattese. Portare lo stesso approccio nel mondo dei bracci meccanici e delle mani robotiche significa provare a costruire qualcosa che possa imparare un’ampia gamma di azioni senza essere riprogrammato ogni volta da zero. È esattamente il terreno su cui si muove Generalist con il suo GEN-1.

Due round in pochi mesi, un segnale sul settore

Raccogliere 400 milioni di dollari a giugno e poi altri 200 milioni non è una sequenza banale. Nella maggior parte dei casi un’azienda che chiude un round di quelle dimensioni si prende un anno buono prima di tornare sul mercato. Qui invece la finestra si è ridotta drasticamente, e il totale complessivo raggiunto in questo periodo supera i 500 milioni di euro contando entrambe le operazioni.

Il motivo dietro una velocità simile, nel mondo dei robot umanoidi e dei sistemi general purpose, ha quasi sempre a che fare con i costi. Addestrare modelli che agiscono nel mondo reale richiede hardware, dati raccolti sul campo, laboratori, personale specializzato. Le cifre bruciano in fretta, e chi corre per arrivare primo tende a fare provvista di capitale finché il mercato è disposto a fornirlo.

Il modello GEN-1 resta il perno di tutto il discorso. Un sistema costruito per completare compiti fisici, presentato ad aprile, che ha evidentemente convinto abbastanza da giustificare due tornate di finanziamento consecutive. Sul fronte dei numeri specifici legati alle prestazioni, l’azienda non ha diffuso dettagli aggiuntivi insieme all’annuncio del round.

Quello che si vede dall’esterno è una traiettoria di crescita compressa in pochissimo tempo, con investitori disposti a scommettere cifre importanti su una tecnologia che deve ancora dimostrare la propria tenuta su larga scala. La robotica vive da anni una promessa rinviata, e ogni ciclo di entusiasmo porta con sé aspettative che poi vanno verificate sul campo, letteralmente.

Con 8VC alla guida di quest’ultimo round, Generalist aggiunge risorse a una cassa già rifornita in estate, e lo fa mantenendo il focus dichiarato sui compiti fisici che GEN-1 dovrebbe saper gestire.

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