Vai al contenuto
Offerte

iPhone Duo, lo split screen che l’iPad non ha ancora

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

La funzione split screen di iPhone Duo è forse la sorpresa più interessante emersa dalla presentazione della nuova gamma Apple, e non tanto per l’hardware quanto per il software: il primo iPhone pieghevole gestisce due app affiancate in un modo così immediato da mettere in imbarazzo quello che succede sugli iPad. Detta in altre parole, Apple ha costruito un sistema di multitasking semplice proprio dove nessuno se lo aspettava, mentre sul tablet continua a insistere su una strada molto più complicata.

Il confronto nasce spontaneo. Da quando è arrivato iPadOS 26, l’anno scorso, la gestione delle app sul tablet ha preso una direzione netta: o si abbraccia il sistema a finestre, con tutto quello che comporta, oppure ci si accontenta delle app a schermo intero. Split View e Slide Over sono tornati nelle versioni successive, vero, ma restano appesi al meccanismo del windowing. Non esiste una via di mezzo comoda, e chi usa un iPad senza Magic Keyboard se ne accorge subito.

Su iPhone Duo, invece, la logica è di quelle che si capiscono al primo tentativo. Un’app occupa metà dello schermo, l’altra metà continua a mostrare la schermata Home, così si sceglie con calma cosa mettere accanto. Le coppie di app si possono salvare per richiamarle in un secondo momento, senza rifare ogni volta la stessa trafila. E c’è una cosa che nessun iPad offre oggi: affiancare un video a un’applicazione qualsiasi, dividendo lo schermo tra i due contenuti.

Perché su iPad mini avrebbe senso più che altrove

Il paragone che salta agli occhi riguarda iPad mini, che per dimensioni si avvicina parecchio al pieghevole aperto. Su un pannello di quelle proporzioni il sistema a finestre risulta francamente esagerato, quasi macchinoso, mentre l’approccio visto su iPhone Duo sembra fatto su misura. Eppure iPadOS 27 continua con la filosofia del tutto o niente, senza distinzioni tra un modello da tredici pollici appoggiato su una scrivania e il tablet più piccolo della famiglia, quello che si usa con una mano sola sul divano.

Nessuno chiede di cancellare il windowing, che per certi scenari di lavoro resta utilissimo. Il punto è un altro: se l’azienda ha già progettato e rifinito un meccanismo di multitasking più diretto, tenerlo confinato a un solo dispositivo sembra uno spreco. E a livello tecnico la distanza non è abissale, visto che alla base iPadOS resta comunque iOS. Non tutto si trasferisce da uno schermo all’altro in automatico, su questo non ci piove, ma non si parla nemmeno di una riscrittura da zero.

Una direzione che a posteriori sembra ovvia

La parte curiosa della vicenda è che l’implementazione software di iPhone Duo non era nei radar di nessuno. Prima della presentazione le discussioni ruotavano attorno alla cerniera, alla piega, allo spessore, ai soliti temi che accompagnano ogni foldable. Il modo in cui il sistema operativo avrebbe sfruttato quello spazio in più era rimasto sullo sfondo. Adesso che si è visto all’opera, appare come la direzione più naturale possibile per i telefoni pieghevoli, di quelle che a cose fatte sembrano scontate.

Resta il rammarico per il tablet, dove la gestione delle app a schermo condiviso è diventata quasi ostile per chi non lavora con tastiera e trackpad agganciati. Chi tiene l’iPad in mano, senza accessori, si ritrova a combattere con finestre da ridimensionare invece di sfruttare un sistema pensato per il tocco. Il nuovo pieghevole dimostra che un’alternativa esiste già, funziona ed è stata sviluppata internamente. Manca solo la decisione di portarla anche dall’altra parte della famiglia.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
137 Condivisioni