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Con iPhone Duo la fotocamera diventa una questione di geometria, perché il design a doppio schermo apre possibilità che su un telefono classico semplicemente non esistono. Apple ha costruito attorno al pieghevole una serie di funzioni dell’app Fotocamera che sfruttano il fatto di poter piegare a metà il dispositivo, appoggiarlo da qualche parte e lasciarlo lavorare da solo. Il risultato è un comparto fotografico che in alcune situazioni fa cose inedite, mentre sul piano puramente hardware resta un gradino sotto ai modelli Pro.
La funzione più interessante si chiama Smart Take e usa l’intelligenza artificiale per capire quando tutti, proprietario del telefono compreso, sono pronti per la foto di gruppo. Niente timer da impostare, niente qualcuno che resta fuori inquadratura: basta appoggiare il dispositivo semipiegato, entrare nel campo visivo e attendere lo scatto. Accanto c’è Kid Cue, pensata per i bambini, che mostra piccole animazioni dei Peanuts sul display esterno per attirare lo sguardo dei più piccoli verso l’obiettivo. E poi Duo Preview, che manda l’anteprima live su entrambi gli schermi, così anche il soggetto ritratto vede come sta venendo la foto e può sistemarsi.
Duo FaceTime e i vantaggi della cerniera
Sul fronte videochiamate arriva Duo FaceTime: chi si trova nelle vicinanze può partecipare alla chiamata usando il display esterno mentre il proprietario usa quello interno, senza doversi ammassare davanti allo stesso schermo o passarsi il telefono di mano in mano. Da non confondere con Dual Capture, che invece registra video contemporaneamente con fotocamera anteriore e posteriore. Qui il punto è proprio far entrare un’altra persona nella conversazione.
Il meccanismo di piega funziona di fatto come un treppiede integrato. iPhone Duo sta in piedi da solo, utile per le chiamate, per registrare video senza reggerlo, per i selfie e per le lunghe esposizioni. Un dettaglio che vale parecchio: è possibile scattare autoritratti con la fotocamera posteriore da 48MP, di qualità superiore, usando il display esterno come mirino. Su un iPhone tradizionale, di quelli tutti d’un pezzo, non si può fare.
Cosa monta davvero e cosa manca
L’hardware è un sistema Dual Fusion a due sensori, con Main da 48MP sostanzialmente identico a quello di iPhone 17, non della versione Pro. Di serie produce immagini da 24MP a 26mm, più scatti da 12MP a 52mm per lo zoom 2x. C’è la stabilizzazione ottica sensor shift, ma non la seconda generazione riservata ai modelli Pro, e mancano foto spaziali e formato ProRAW. Completa il quadro una ultra grandangolare da 48MP a 13mm con capacità macro. Senza teleobiettivo dedicato, lo zoom si ferma a 2x con qualità ottica in avvicinamento, 2x in allontanamento e fino a 10x in digitale.
Sul video il pacchetto è più ricco di quanto ci si aspetterebbe. Il focus tracking intelligente, novità condivisa con iPhone 18 Pro, mantiene il soggetto a fuoco in ogni momento e lo riaggancia se esce dall’inquadratura e poi rientra. Registrazione 4K Dolby Vision fino a 120 fps, modalità Cinematic in 4K Dolby Vision fino a 60 fps e, per la prima volta, effetti Cinematic applicabili anche dopo lo scatto. Apple parla inoltre di video migliorato in scarsa luce a 1080p e di timelapse stabilizzato fino a 4K Dolby Vision, comodo proprio perché il telefono si regge da solo. Ci sono anche gli ultimi Stili fotografici con i parametri di texture e grana.
La fotocamera anteriore esterna è da 12MP, non da 18MP come su iPhone 17 e iPhone 18 Pro, per il resto identica nelle funzioni. Sul display interno c’è invece una camera FaceTime 1080p nascosta sotto lo schermo.
L’elenco delle assenze rispetto ai Pro è lungo: teleobiettivo, Pro Controls, Apple Reference Image, apertura variabile, stabilizzazione sensor shift di seconda generazione, flash True Tone adattivo, foto e video spaziali, ProRAW, ProRes, ProRes RAW, Genlock, registrazione Apple Log 2 e array a quattro microfoni di qualità studio.
I preordini aprono il 16 ottobre, la disponibilità scatta il 23 ottobre, con prezzi che partono da circa 1.900 euro.








