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Chi si aspettava che Mini 1998 GT fosse un omaggio agli anni Novanta resterà deluso, perché quel numero non ha niente a che fare con il calendario. Il riferimento è alla cilindrata: 1.998 centimetri cubi, il quattro cilindri turbo che sta sotto il cofano. Una scelta coerente con una tradizione che va avanti da decenni, anche se stavolta arriva con un dettaglio che farà storcere il naso a qualcuno, visto che questa serie speciale costa più di una Cooper S pur avendo meno cavalli.
La famiglia GA di casa Mini nasce nel 1969 con la classica 1275 GT, quella dal frontale più squadrato, ed è proseguita nel 2021 con la 1499 GT. Il criterio non è mai cambiato: il nome segue la cilindrata del motore, punto. La nuova arrivata è inoltre la sesta di otto edizioni speciali previste nel programma Icon Drops per il 2026, un ritmo che tiene piuttosto occupato il reparto colori e allestimenti del marchio.
Estetica da JCW, cuore da Cooper C
Qui sta il nodo della questione. Nonostante la sigla GT sia storicamente associata alle versioni più cattive, Mini 1998 GT parte dalla Cooper C a due porte, cioè la variante base tra le Mini a benzina vendute negli Stati Uniti, quella che sta sotto la Cooper S e la Cooper JCW.
La carrozzeria è verniciata in Midnight Black Metallic, con strisce arancioni lungo la fiancata, adesivi 1998 e stemmi GT sui montanti posteriori e sul portellone. I cerchi in lega da 17 pollici JCW Sprint Spoke sono neri con coprimozzi arancioni, in linea con il kit estetico JCW che comprende estensioni aerodinamiche dei paraurti, minigonne e spoiler sul tetto. Insomma, il vestito c’è tutto.
Dentro l’abitacolo si trovano i sedili JCW Sport rivestiti in pelle sintetica Black Vescin con una trama a maglia dal sapore vintage. Il volante JCW è riscaldabile e porta con sé palette al volante e la targhetta 1998 GT, che ritorna anche sui battitacco e sul vano portaoggetti Miko Box tra i sedili anteriori. Il logo GT compare persino sui tappetini e sulla cover della chiave.
Prestazioni invariate, telaio rivisto
Sotto il cofano nessuna sorpresa: il turbo 2.0 quattro cilindri eroga 161 cavalli (120 kW / 163 PS), esattamente come sulla Cooper C normale. Per avere un metro di paragone, Cooper S dichiara 201 cavalli (150 kW / 204 PS) e Cooper JCW arriva a 228 cavalli (170 kW / 231 PS). La trazione è anteriore e il cambio è un doppia frizione a sette rapporti. L’unico intervento meccanico riguarda l’assetto. La divisione John Cooper Works ha curato sospensioni più rigide e un impianto frenante maggiorato, due modifiche che dovrebbero rendere la guida più incisiva tra le curve e giustificare almeno in parte l’aspetto aggressivo. Non c’è un cavallo in più, ma il comportamento dinamico promette di essere diverso da quello di una Cooper C qualsiasi.
Quanto costa e quando arriva
Il listino è il punto che farà discutere. Mini 1998 GT Edition model year 2027 parte da circa 31.500 euro nel mercato statunitense, cifra a cui vanno aggiunti circa 1.150 euro di spese di trasporto e gestione. Tradotto: costa più di una Cooper S, che attacca intorno ai 28.000 euro, e resta appena sotto la JCW, ammiraglia prestazionale proposta a circa 33.200 euro.
Il posizionamento, quindi, è tutto giocato sull’esclusività più che sulla potenza. Chi cerca numeri da prestazione ha alternative migliori nella stessa gamma e le paga anche meno. Chi invece punta a un esemplare in serie limitata, con livrea dedicata e badge che raccontano una storia lunga oltre cinquant’anni, ha già a disposizione le prenotazioni aperte. Le prime consegne sono previste per l’autunno.








