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iPhone 18 Pro, il prezzo sale meno del previsto: merito dei rivali

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Le indiscrezioni sul prezzo di iPhone 18 Pro raccontano una storia meno drammatica del previsto, e la ragione ha nomi e cognomi ben precisi: Samsung e Google. Il rincaro ci sarà, questo pare assodato, ma potrebbe fermarsi a una cifra molto più contenuta rispetto agli scenari peggiori circolati negli ultimi mesi. La coppia formata da iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max arriverà il mese prossimo insieme al pieghevole iPhone Ultra, e ormai l’unica vera incognita rimasta riguarda proprio il cartellino.

Secondo quanto riferito dall’insider Mark Gurman, a Cupertino stanno osservando con attenzione quello che fanno i concorrenti. Sia i Galaxy S26 sia la serie Pixel 11 hanno visto aumenti nell’ordine dei 90 euro, decisamente meno di quanto molti si aspettavano di vedere sui nuovi modelli Apple. Se l’azienda decidesse di allinearsi, il prezzo di partenza si assesterebbe intorno ai 1.300 euro, con una crescita di circa il 9% rispetto ai 1.199 euro di iPhone 17 Pro.

Apple potrebbe assorbire una parte dei costi

Il quadro diventa più interessante guardando cosa è successo alle altre gamme. Nell’ultimo giro di ritocchi Apple ha alzato i prezzi di quasi tutte le sue categorie principali, risparmiando proprio gli iPhone. Su iPad e Mac l’aumento medio è stato di circa il 23%, una percentuale che applicata al nuovo modello Pro porterebbe il prezzo verso i 1.240 euro, ovvero circa 230 euro in più. Un salto in linea con quanto accaduto a MacBook Air e iPad Air, saliti rispettivamente di 185 e 140 euro al cambio.

Le mosse di Samsung e Google, però, sembrano aver spinto l’azienda verso quello che Gurman definisce un ritocco piuttosto contenuto, con la disponibilità ad assorbire parte dei costi di produzione aggiuntivi. L’obiettivo dichiarato è evitare l’effetto shock alla cassa e restare nella stessa fascia di prezzo dei rivali diretti. Una scelta del genere combacia peraltro con gli avvertimenti già dati agli investitori, che parlavano di margini lordi sotto pressione nel quarto trimestre dell’anno.

Il nodo della memoria e il caso Pixel 11 Pro

Resta da spiegare perché un aumento sia comunque necessario. La risposta sta in quello che il settore ha ribattezzato RAMmageddon, la corsa senza freni dei prezzi della memoria. Un’analisi recente ha rilevato che i kit di memoria DDR5 sono rincarati fino al 500% negli ultimi dodici mesi, e non è detto che il picco sia già stato toccato.

I numeri di un rapporto Deloitte aiutano a capire la portata del fenomeno: i prezzi della DRAM destinata ai server per intelligenza artificiale sono raddoppiati nel primo trimestre del 2026, con una previsione di quadruplicazione sull’intero anno. La stretta non si allenterà a breve, visto che la nuova capacità produttiva non dovrebbe entrare in funzione prima del 2029, forse addirittura del 2030.

Google ha già dovuto fare i conti con questa realtà. Su Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, arrivati sul mercato all’inizio di questo mese, la memoria è stata di fatto ridotta: le versioni base offrono 256GB di spazio di archiviazione ma solo 12GB di RAM, mentre Pixel 10 Pro partiva da 128GB di storage con 16GB di RAM. Nonostante il passo indietro sulla RAM, il prezzo è comunque salito di circa 90 euro.

La reazione del pubblico

Online il malumore non manca, come prevedibile. Buona parte degli appassionati Apple ha accolto malissimo l’idea di pagare di più, ma il traduttore in vendite reali potrebbe raccontare un’altra storia. Su Reddit c’è chi annuncia che salterà l’aggiornamento di quest’anno, mentre molti altri si trovano ancora in mano modelli vecchi di diversi anni e hanno intenzione di comprare un nuovo iPhone tenendoselo poi a lungo.

Il confronto con la concorrenza, in questo senso, diventa il vero terreno di gioco. Un rincaro limitato a un centinaio di euro collocherebbe iPhone 18 Pro esattamente nella stessa fascia dei Galaxy S26 e dei Pixel 11, senza quel distacco che avrebbe potuto spingere qualcuno a guardare altrove.

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