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Chi ha immaginato un giorno di avere un circuito privato tutto per sé, senza dover prenotare turni in pista o litigare con il traffico dei track day, deve fare i conti con un precedente piuttosto ingombrante. Il fondatore del Magarigawa Club, multimilionario giapponese e appassionato di automobili fino al midollo, non si è limitato a comprare le auto dei sogni. Ha fatto abbattere una montagna nella Prefettura di Chiba per costruirsi il tracciato che aveva in testa. E ora quel posto viene descritto come la Disneyland degli amanti dei motori.
La logica di partenza è semplice, quasi banale nella sua sfacciataggine. Invece di girare il mondo da un autodromo all’altro, tanto vale portare l’autodromo a casa propria. Il risultato si trova a circa 100 chilometri dal centro di Tokyo, immerso nel bosco, lontano da qualsiasi centro abitato per non disturbare nessuno con il rumore dei motori.
Un tracciato da 3,5 chilometri nel mezzo del nulla
Il circuito misura 3,5 chilometri e non è affatto un giocattolo per weekend tranquilli. C’è un rettilineo da 800 metri, ci sono 22 curve, dislivelli marcati che rendono il tracciato tutt’altro che scontato e una pit lane interna climatizzata. Dettaglio, quest’ultimo, che dice molto sullo spirito del progetto: il comfort conta quanto la prestazione.
Le misure di sicurezza sono complete e il layout regge il confronto con i migliori tracciati internazionali. Non è una pista privata improvvisata su un terreno agricolo, ma un impianto pensato con criteri professionali, dove le supercar possono essere spinte davvero senza compromessi.
Attorno all’asfalto, però, c’è tutto il resto. Un hotel di lusso dove alloggiare, un ristorante di primo livello, una piscina a sfioro che farebbe felice qualsiasi appassionato di fotografia panoramica. E poi palestra, spa, bar, persino il karaoke. L’idea è che una giornata in pista non finisca quando si spegne il motore.
Il primo club di guida per soli membri in Asia
Il complesso si chiama The Magarigawa Club ed è il primo club di guida riservato ai soli membri dell’intero continente asiatico. Il modello di riferimento è quello dell’Ascari Race Resort di Ronda, in provincia di Malaga, in Spagna, una formula già collaudata in Europa ma mai replicata prima da quelle parti. Le porte si sono aperte a metà del 2023 e da allora la struttura ha funzionato meglio del previsto. In poco più di due anni e mezzo di attività sul tracciato sono passate alcune delle vetture più importanti della storia dell’automobile, e si sono susseguiti diversi eventi.
Il posizionamento, del resto, è chiarissimo. Il Giappone è un paradiso per chi ama le automobili, con una cultura del motore radicata e vissuta con un’intensità che altrove fatica a trovare paragoni. Costruire lì un race resort di questo livello significava intercettare una domanda già esistente e portarla su un piano completamente diverso.
Da pista personale a vetrina per i marchi premium
Quello che era nato come capriccio di un uomo molto ricco si è trasformato in qualcosa di più strutturato. Il Magarigawa Club è diventato una sede naturale per eventi esclusivi e per le presentazioni dei marchi premium che guardano al mercato asiatico. Un luogo dove far provare le vetture ai clienti giusti, in un contesto controllato e senza occhi indiscreti. La combinazione funziona perché tiene insieme due cose che di solito viaggiano separate. Da una parte la pista vera, tecnica, impegnativa. Dall’altra l’ospitalità di alto livello, che permette di trattenere le persone sul posto invece di farle ripartire subito dopo l’ultimo giro.
Per costruire tutto questo è stato necessario intervenire pesantemente sul territorio, spianando un rilievo boschivo nella Prefettura di Chiba. Una scelta radicale, che ha però garantito l’isolamento acustico naturale e la privacy che un club di questo tipo richiede. Il circuito privato più ambizioso mai realizzato in Asia sorge esattamente dove prima c’era una montagna.










