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Totem GT Super, l’Alfa Giulia GT che ha stregato il Quail

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La Totem GT Super numero 32, battezzata Litorale Brado, è stata una di quelle auto che al Quail, durante la Monterey Car Week, hanno costretto i visitatori a rallentare il passo. In mezzo a Ferrari, Bugatti e classiche da milioni, questa coupé verde scuro ha catalizzato attenzione per un motivo preciso: sembra un’Alfa Romeo Giulia GT Bertone, ma di Alfa, sotto la pelle, non è rimasto quasi nulla. Sul posto girava una battuta ricorrente, ovvero che dell’auto donatrice sopravvivano soltanto le maniglie delle porte. Difficile verificarlo vite per vite, ma l’impressione che si ricava guardando la vettura da vicino va esattamente in quella direzione.

Sotto la carrozzeria dal disegno classico c’è infatti un progetto sviluppato da zero. Monoscocca in fibra di carbonio, carrozzeria in carbonio, sospensioni dedicate, motore specifico e abitacolo completamente moderno. Non una storica restaurata con qualche aggiornamento, non un restauro filologico: una supersportiva su misura che indossa l’abito di una coupé Bertone.

Il fenomeno restomod e la strada scelta da Totem

Pochi trend hanno cambiato il mondo delle sportive classiche quanto i restomod. Invece di riportare le auto storiche alle condizioni di fabbrica, realtà come Singer, Kimera, Gunther Werks e appunto Totem mescolano design iconici e tecnologia contemporanea. Il risultato è più veloce, più sicuro e spesso molto più utilizzabile tutti i giorni rispetto all’originale, con listini che però si avvicinano a quelli delle supersportive vere e proprie.

Totem, in questo panorama, si spinge oltre la media. Il punto di partenza resta una Alfa Romeo Giulia GT Bertone, ma telaio, carrozzeria, assetto, powertrain e interni nascono praticamente da capo. È un approccio che divide: c’è chi trova questi progetti tecnicamente affascinanti e chi, soprattutto tra gli alfisti più ortodossi, guarda all’intero fenomeno con scetticismo dichiarato. Il pubblico di riferimento, evidentemente, è piuttosto selezionato.

Più auto nuova che vettura d’epoca

Dietro l’asse anteriore della Totem GT Super lavora un V6 biturbo Italtecnica da 2,8 litri accreditato di 640 CV (471 kW) e 655 Nm. La trasmissione è un manuale a sei marce con schema transaxle, combinazione che da sola basta a far sognare parecchi puristi. La carrozzeria, come detto, è interamente in carbonio e poggia sulla monoscocca sviluppata internamente.

La Litorale Brado presentata al Quail è l’esemplare numero 32 della GT Series ed è nata insieme al suo proprietario californiano, che non cercava una showcar appariscente ma qualcosa di più trattenuto. Da qui la tinta sviluppata appositamente, chiamata Big Sur Green, abbinata a elementi Gunmetal satinati. L’effetto complessivo è quasi sobrio, almeno finché non ci si avvicina.

Dettagli da pezzo unico

Più si osserva l’auto, più saltano fuori soluzioni inattese. Il volante è realizzato in legno di wengé e acero, scelta legata alla passione del proprietario per la falegnameria amatoriale. Anche le leve al piantone sono prodotte internamente da Totem, in carbonio e titanio. Alcuni interruttori trovano posto in una console montata sul tetto, ispirata al mondo aeronautico. Roba che di solito compare sui pezzi unici assoluti, più che su una piccola serie. Accanto alla numero 32, al Quail c’era anche la sorella numero 27, in un marrone chiaro decisamente più vistoso e con interni più estroversi. Altrettanto curata, altrettanto raffinata e con ogni probabilità altrettanto costosa.

Un lavoro di questo tipo, del resto, ha un prezzo coerente. La GT Super parte oggi da circa 539.000 euro tasse escluse, cifra che per un esemplare personalizzato come la Litorale Brado sale in modo sensibile. Totem, su questo, non comunica un listino ufficiale. Il punto che rende la vettura interessante è che non prova a essere una copia del passato. Prende una delle forme Alfa più belle di sempre e ne ricava una macchina che, per architettura e prestazioni, appartiene molto più al 2026 che agli anni Sessanta.

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