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iPhone 18 Pro a rischio ritardo: un miliardo di chip A20 fermi

C’è un miliardo di dollari in chip A20 Pro fermo nei magazzini di TSMC, e il motivo non è la produzione ma la mancanza di memoria. Il colosso taiwanese dei semiconduttori avrebbe già completato una quantità enorme di questi processori destinati ad Apple. Non riesce però a passare alla fase successiva della lavorazione finché non arriverà una fornitura adeguata di DRAM. Un intoppo che potrebbe tradursi in un ritardo per i prossimi iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max.

iPhone 18 Pro: un problema che nasce a monte, non da TSMC

Apple ha sempre potuto contare su TSMC per far fronte agli ordini di milioni di chip, ma quest’anno la storia rischia di essere diversa. E la responsabilità, va detto subito, non è del produttore. Secondo quanto emerso, l’azienda taiwanese avrebbe accumulato circa un miliardo di dollari in unità A20 Pro pronte, senza però poter avanzare al passaggio successivo. Il collo di bottiglia è tutto nella disponibilità di memoria.

Nel frattempo TSMC continua a correre. Con sempre più clienti legati all’intelligenza artificiale che piazzano ordini per il processo produttivo a 2 nanometri, l’azienda sarebbe sulla buona strada per raggiungere un nuovo traguardo, quello dei 100.000 wafer mensili prima della fine del 2026. Un ritmo impressionante, considerando la domanda enorme che sta affrontando. La produzione dei wafer a 2 nanometri viene gestita negli stabilimenti taiwanesi, mentre il nuovo packaging chiamato WMCM (Wafer-Level Multi-Chip Module Packaging) viene applicato nella Fab 3 di Longtan.

La corsa alla DRAM e il rischio ritardi per iPhone 18

Di solito i nuovi processori di Apple entrano in produzione di massa tra luglio e agosto, così da arrivare pronti quando partono i preordini poco dopo la presentazione di settembre. Quest’anno però c’è quel miliardo di dollari in chip A20 Pro che aspetta soltanto una cosa, la DRAM. E qui Apple si è trovata in enorme difficoltà.

L’azienda di Cupertino le ha provate davvero tutte. Ha negoziato con i fornitori attuali, ha cercato di stringere un accordo con il produttore cinese CXMT per ottenere forniture a prezzo più basso. Tentativi andati a vuoto, che lasciano Apple con poche alternative se non pagare il sovrapprezzo e permettere così a TSMC di far ripartire la lavorazione delle unità A20 Pro.

Il guaio è che i clienti dell’intelligenza artificiale stanno mettendo sul piatto cifre sempre più alte per gli ordini di memoria, soprattutto per la LPDDR5X, apprezzata per i bassi consumi e l’ampia banda passante. Apple si ritrova quindi a combattere contro un avversario mai incontrato prima sul terreno della catena di fornitura, finendo nella stessa posizione dei clienti non legati all’IA, in fila ad aspettare le spedizioni. Con questi problemi di DRAM che si fanno sempre più evidenti, cresce la possibilità che iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max vengano rinviati.

La carenza di memoria ha innescato una reazione a catena sul resto della filiera Apple, dove l’assemblaggio finale degli iPhone avviene in Cina. Lo stesso problema avrebbe già rallentato le spedizioni dei MacBook Air, con unità non disponibili per gli acquirenti fino a settembre.

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