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Intelligenza artificiale e coppia: l’algoritmo diventa terza voce

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L’intelligenza artificiale è entrata nella vita di coppia in un modo che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato materia da romanzo. Amore, sesso e AI oggi si intrecciano sempre di più e l’algoritmo finisce per diventare una specie di terza voce dentro la relazione. Il punto non riguarda più soltanto la tecnologia che mette in contatto due persone o che le aiuta a parlarsi. Adesso gli strumenti digitali possono contribuire a costruire l’intimità, a leggere i comportamenti del partner e perfino a pesare sulle scelte che una coppia prende insieme.

Dai companion artificiali ai messaggi scritti con l’algoritmo

Il fenomeno ha due volti principali. Da una parte ci sono i companion artificiali, cioè sistemi pensati per fare compagnia e simulare una relazione, con cui si instaura un dialogo che può toccare anche la sfera affettiva e sessuale. Dall’altra c’è un uso più quotidiano e forse meno visibile, quello dei modelli linguistici di grandi dimensioni impiegati per scrivere messaggi destinati alla persona amata. Una dichiarazione, una scusa dopo un litigio, una risposta delicata da dare nel momento giusto. Sono tutte situazioni in cui il testo può nascere con l’aiuto di una macchina prima di arrivare sullo schermo dell’altro.

Per molto tempo la tecnologia è stata vista come un semplice tramite. Serviva a mediare la sessualità e la comunicazione, a rendere più facile un incontro o a tenere vivo un rapporto a distanza. Quel ruolo, però, è cambiato. L’intelligenza artificiale non si ferma più al compito di canale e prende parte attiva al modo in cui un legame si forma e si racconta. Quando una frase affettuosa viene suggerita da un algoritmo diventa più difficile stabilire dove finisca la voce di chi la invia e dove cominci quella del software.

Supporto, delega e sostituzione nella relazione

C’è poi un aspetto ancora più sottile. Gli strumenti basati sull’AI possono orientare l’interpretazione del partner, cioè influenzare il modo in cui si leggono le parole, i silenzi o gli atteggiamenti dell’altra persona. Chiedere a un sistema di spiegare cosa volesse dire un messaggio ambiguo significa affidargli una parte del lavoro emotivo che di solito resta dentro la coppia. E da qui il passo verso le decisioni relazionali è breve, perché la tecnologia può arrivare a intervenire anche nelle scelte che riguardano il futuro del rapporto.

Una trasformazione del genere impone di fare ordine tra situazioni molto diverse fra loro. Il nodo sta nel distinguere tre livelli di coinvolgimento della macchina. Il primo è il supporto, quando l’algoritmo aiuta a trovare le parole o a chiarire un pensiero senza prendere il posto di chi lo usa. Il secondo è la delega, che scatta quando si lascia al software una parte delle scelte o della comunicazione. Il terzo è la sostituzione, il caso in cui l’intelligenza artificiale occupa lo spazio che spetterebbe alla persona stessa o al partner in carne e ossa.

Tenere separati questi tre piani è considerato il passaggio necessario per capire come l’AI stia cambiando l’amore e il sesso. Un conto è servirsi di uno strumento per esprimersi meglio, un altro è permettergli di parlare al proprio posto o di diventare esso stesso l’oggetto della relazione. È proprio su questa linea di confine tra supporto, delega e sostituzione che si gioca il ruolo dell’algoritmo come terza voce della coppia.

Fonte: TecnoAndroid

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