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Incendi boschivi: ecco lo scenario per il 2024
Una delle zone più colpite è la provincia di Reggio Calabria. Qui oltre 10 chilometri quadrati di boschi sono stati distrutti dal fuoco. Una cifra che rappresenta il 41% del totale forestale bruciato in Calabria. E il 10% del totale nazionale. Danni significativi si sono verificati anche in provincia di Cosenza (9,4 km²) e Nuoro (8 km²). Nel dettaglio, Sicilia, Calabria e Sardegna hanno concentrato oltre due terzi della superficie forestale nazionale coinvolta. Al contrario, alcune regioni del Nord sono state risparmiate. Tra cui Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.
Nel complesso, ben 16 regioni italiane su 20 sono protagoniste di incendi estesi. Se la Sicilia ha visto una netta riduzione delle aree incendiate, in Sardegna, in altre regioni meridionali e in parte del Nord si è registrata una situazione stabile o in lieve peggioramento. Nel Centro Italia, invece, si è assistito a un calo deciso degli episodi.
Dal punto di vista ecologico, circa il 31% dei boschi coinvolti si trovava in aree protette. In particolare, all’interno di siti appartenenti alla rete Natura 2000. Ciò evidenzia il potenziale impatto negativo sulla biodiversità. Gli incendi si sono concentrati soprattutto tra l’inizio di luglio e la metà di agosto. Ricalcando il trend stagionale osservato negli ultimi 17 anni.
Per monitorare e analizzare tali eventi, ISPRA ha condotto un’approfondita attività di mappatura. Avvalendosi del sistema europeo EFFIS (European Forest Fire Information System). Le informazioni sono state elaborate con algoritmi di apprendimento automatico. Ciò permette di identificare con precisione gli ecosistemi coinvolti. I dati sono scaricabili dal sito ISPRA e sono essenziali per orientare le strategie di recupero e conservazione degli ecosistemi colpiti.










