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Pochi sanno che Michael Keaton non ha potuto usare il suo vero nome quando ha mosso i primi passi nella recitazione. Il protagonista di Birdman è nato infatti come Michael John Douglas, e proprio quel cognome, già occupato da un altro volto celebre, lo ha costretto a inventarsi un’identità nuova. Una scelta fatta quasi per caso, che però gli ha cambiato la vita in un modo che all’epoca non poteva immaginare.
Tutto comincia nel 1975. Il giovane Michael John Douglas ha 24 anni e partecipa a uno dei programmi più amati della televisione americana, Mister Rogers’ Neighborhood. Nel frattempo si fa le ossa a teatro con diversi spettacoli a Pittsburgh e allena il suo lato comico con i monologhi dal vivo. Le cose vanno così bene che presto decide di lasciarsi alle spalle la sua città per tentare la fortuna a Los Angeles. E no, il nome non inganna. Non si tratta di quel Michael Douglas, ma di un omonimo destinato a diventare altrettanto famoso con un’altra firma.
Il problema del sindacato e la guida telefonica
Arrivato a Hollywood, il giovane attore prova a iscriversi al SAG, il sindacato degli interpreti, e lì scopre l’ostacolo. Una delle regole d’oro dell’organizzazione vieta che due iscritti abbiano lo stesso nome nello stesso momento. E di Douglas ce n’erano già due piuttosto ingombranti: Michael Douglas, figlio di Kirk Douglas, e Mike Douglas, conduttore di un programma televisivo. Non c’era altra strada se non quella di cambiare cognome, e la scelta cadde su quello che poi sarebbe passato alla storia del cinema.
Per anni si è dato per scontato che il nuovo nome d’arte fosse un omaggio al genio del muto Buster Keaton oppure all’attrice Diane Keaton. L’interessato però lo ha smentito più e più volte. A quanto pare la verità è molto meno romantica. Per trovare il cognome giusto aprì l’elenco telefonico alla lettera K, vide la parola “Keaton” e non ebbe bisogno d’altro. Come avrebbe spiegato anni dopo, gli sembrava semplicemente un nome ragionevole. D’altronde la sua carriera stava decollando grazie a ruoli in serie come Maude e non c’era tempo da perdere in complicazioni inutili.
Il ritorno a Michael Keaton Douglas
Oggi, a distanza di decenni, l’attore ha deciso di recuperare le proprie origini e di tornare a usare il suo vero cognome nella forma Michael Keaton Douglas. Avrebbe voluto comparire così già nei titoli di coda del suo film del 2023, Il metodo Knox, ma si è dimenticato di avvisare la produzione in tempo. Un piccolo intoppo che però non ha fatto cambiare idea all’interprete, il quale assicura che prima o poi il nuovo nome apparirà davvero sullo schermo.
Del resto, a 75 anni e con una lunga serie di successi alle spalle, Keaton può permettersi di firmarsi come preferisce. Il ragazzo che sfogliava l’elenco telefonico alla ricerca di un cognome qualsiasi è diventato uno dei volti più riconoscibili del cinema, protagonista tra gli altri di Birdman di Alejandro González Iñárritu, uscito nelle sale il 9 gennaio 2015 accanto a Zach Galifianakis ed Edward Norton.
Fonte: TecnoAndroid








