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Hubble svela nuovi dettagli sulla cometa interstellare 3I/ATLAS

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NASA grazie ad Hubble arrivano sulla Terra interessanti dettagli su una galassiaLa comunità scientifica è in fermento dopo le recenti immagini ricevute direttamente dallo spazio. Il telescopio spaziale Hubble della NASA ha catturato le immagini più nitide di sempre della cometa interstellare 3I/ATLAS, un corpo esterno al nostro sistema solare che attraversa il cosmo ad una velocità impressionante. Le fotografie mostrano una zona brillante, un nucleo sfuggente e getti di polvere sprigionati dal lato esposto al Sole — dettagli che offrono nuovi spunti per la comprensione di questi oggetti celesti.

Un’ispezione ravvicinata delle comete grazie al telescopio Hubble

hubble cometaLe immagini catturate dal telescopio Hubble, scattate mentre la cometa era a quasi 450 milioni di chilometri dalla Terra, permettono una stima più precisa delle sue dimensioni. Il nucleo ghiacciato, invisibile in modo diretto, sarebbe largo fino a 5,6 km, ma potrebbe essere piccolo fino a 320 metri. È una stima già più realistica rispetto alle stime precedenti. La chioma — un alone di gas e polvere — si presenta a forma di goccia, mentre una coda tenue si distende lontano, sospinta dalla pressione solare.

Il viaggio di 3I/ATLAS è davvero vertiginoso. La cometa attraversa il sistema solare a circa 210.000 km/h, la velocità più elevata mai registrata per un oggetto di origine extrasolare. Questo indica un lungo moto di movimento tra stelle, a capo di un moto accelerato dalle interazioni gravitazionali con corpi celesti. Un bagaglio di corpi celesti, insomma, che arriva da chissà dove. Questo passaggio offre uno spiraglio prezioso per studiare i materiali provenienti da altri sistemi. Diverse analisi, da parte del James Webb e altri telescopi, promettono di svelare la sua composizione, includendo elementi come acqua, monossido di carbonio o ammoniaca.

3I/ATLAS, la cometa immortalata da Hubble

Un altro elemento che rende affascinante l’osservazione di 3I/ATLAS è la possibilità di confrontarla con le precedenti comete interstellari, come Oumuamua e 2I/Borisov. A differenza di questi due casi, la nuova cometa appare molto più instabile e frammentata, segno che il viaggio attraverso lo spazio profondo potrebbe averne compromesso la struttura. Le forze e la pressione della radiazione stellare hanno probabilmente iniziato a disgregare il nucleo, creando una scia di detriti che Hubble è riuscito a immortalare con straordinaria chiarezza.

Questi oggetti sono come messaggeri cosmici, portatori di informazioni chimiche e strutturali che risalgono all’epoca in cui si sono formati attorno ad altre stelle. Studiare la loro composizione significa, in pratica, mettere a confronto le “ricette” con cui la natura costruisce i sistemi planetari nell’universo. La speranza è che nei prossimi anni ne possano essere individuati altri, magari con traiettorie più favorevoli per dare il via a missioni spaziali pensate per l’esplorazione diretta.

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