In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Il confronto con Forza Horizon era inevitabile, e chi sta lavorando a Clutch lo sa bene: il creative director Mike Brown ha messo in chiaro che il nuovo gioco di guida open world non nasce per detronizzare la serie di Playground Games, ma per lavorare su alcuni aspetti che in quella saga sono sempre rimasti un po’ in secondo piano. In un’intervista a The Game Business, il director ha affrontato quello che di fatto era l’elefante nella stanza, cioè il rapporto tra il suo progetto e il colosso di casa Xbox.
Il paragone, va detto, nasce da solo. Clutch è un gioco di guida in mondo aperto, con auto scenografiche e panorami da cartolina, e Brown è stato direttore creativo di Forza Horizon 5. Difficile immaginare che qualcuno non facesse due più due. Lui stesso ha preferito anticipare la questione invece di lasciarla galleggiare, ammettendo che i punti di contatto esistono e che i due titoli verranno accostati parecchie volte nei prossimi mesi.
Personaggi e trama, il terreno su cui Clutch vuole giocarsi la partita
La differenza, secondo il director, sta altrove. “Ovviamente nel nostro gioco ci sono aspetti di gameplay simili: si guidano comunque auto bellissime in ambientazioni mozzafiato, ma Forza non si è mai concentrato particolarmente sui personaggi e sulla trama”, ha spiegato Brown. Un’osservazione che chi ha passato ore sulle strade di Messico e Gran Bretagna difficilmente contesterà: la componente narrativa nella serie è sempre stata poco più di una cornice. “È un aspetto in cui questa serie è stata storicamente piuttosto carente, ma è una cosa che la gente ama”, ha aggiunto. “Aggiungere questo elemento a questo genere in un modo che, stranamente, non era mai stato fatto prima, quantomeno non di recente, e certamente non molto bene, ha un fascino davvero notevole”. In sostanza, la scommessa di Maverick Games passa da lì: prendere il piacere della guida libera e appoggiarci sopra una storia con volti riconoscibili, cosa che nel genere corse arcade è stata tentata poche volte e quasi mai con risultati memorabili.
Nessun “Forza Horizon killer”, e c’è una ragione molto pratica
Brown è stato piuttosto diretto anche sul piano industriale, spiegando perché nessuno nello studio si sognerebbe di usare certe etichette. “Non siamo così sciocchi da affermare che abbiamo intenzione di uccidere Forza Horizon. Qualsiasi sviluppatore di videogiochi che punti a scalzare il leader di mercato dominante corre un rischio davvero elevato”, ha dichiarato il director. E ha fatto un esempio che rende l’idea meglio di qualsiasi analisi: “Se cambiassimo genere e dicessimo: abbiamo intenzione di sbaragliare Call of Duty, nessuno ci darebbe i fondi per farlo perché sarebbe una mossa stupida”. Il ragionamento è quello di chi conosce il mestiere anche dal lato dei bilanci. Presentarsi a un investitore promettendo di abbattere il numero uno di una categoria è, nella migliore delle ipotesi, un ottimo modo per non ricevere un centesimo. Molto più sensato posizionarsi come alternativa, occupando uno spazio che il leader non presidia davvero.
C’è poi un dettaglio che rende la posizione di Maverick Games particolarmente interessante: buona parte del team arriva proprio dallo studio britannico di Xbox. Sono sviluppatori che quella materia la conoscono da dentro, che sanno dove il genere funziona benissimo e dove invece ha sempre lasciato qualcosa sul tavolo. Non è un vantaggio da poco, quando l’obiettivo dichiarato è proprio intervenire sui punti deboli.
Sul fronte delle tempistiche, per ora le informazioni restano poche. Clutch ha già trovato un publisher ufficiale e si è mostrato con un’ora di gameplay lo scorso giugno, mentre la finestra di lancio indicata è la primavera del 2027. Una data precisa di uscita, al momento, non è stata comunicata.








