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Huawei Atlas 960E SuperPoD, fino a un milione di NPU

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La crescita dei modelli di intelligenza artificiale sta imponendo infrastrutture di calcolo capaci di gestire quantità sempre maggiori di dati e carichi di lavoro. È in questo scenario che Huawei ha presentato Atlas 960E SuperPoD, durante Huawei Connect 2026 a Shanghai, definendolo il primo SuperPoD al mondo basato su tecnologia NPO. L’annuncio si inserisce nella strategia infrastrutturale dell’azienda per l’era dell’AI, costruita attorno a SuperPoD e SuperCluster. Secondo quanto illustrato da David Wang, Deputy Chairman del Board e Rotating Chairman di Huawei, i parametri dei foundation model sono vicini ai 10 trilioni e potrebbero superare i 100 trilioni entro il 2030. Anche gli agenti AI stanno aumentando la complessità dei carichi di lavoro: quelli già capaci di operare autonomamente per ore potrebbero arrivare entro il 2030 a gestire attività della durata di mesi. In Cina, inoltre, il consumo medio giornaliero di token di inferenza ha raggiunto circa 500 trilioni, aumentando la necessità di sistemi scalabili e affidabili.

Il nuovo SuperPoD utilizza Ascend 960 insieme a Hi-ONE, un motore di interconnessione ottica sviluppato da Huawei e basato sulla tecnologia NPO, acronimo di Near-Packaged Optics. L’azienda descrive Hi-ONE come il primo prodotto NPO del settore progettato per la produzione su larga scala. Ogni motore raggiunge una capacità di trasmissione di 7,2 Tbit/s ed è inoltre dotato di una sorgente luminosa integrata. L’interconnessione è stata progettata per coordinare più NPU, mentre Atlas 960E SuperPoD punta a supportare attività di training e inferenza per modelli con un numero di parametri fino a 10 trilioni.

Fino a 4.096 NPU in un singolo SuperPoD

L’architettura UnifiedBus e il sistema di memoria unificata permettono ad Atlas 960E SuperPoD di raggiungere 4.096 NPU all’interno di un singolo sistema. La potenza dichiarata arriva a 8 EFLOPS in precisione FP8 e 16 EFLOPS in FP4, con una capacità HBM complessiva fino a 1 petabyte. L’architettura ottica interviene anche sul fronte dei consumi. Huawei ha integrato 5.500 unità Hi-ONE, evitando secondo l’azienda la necessità dei 48.000 moduli ottici 800G che sarebbero tradizionalmente necessari per collegare tutte le NPU. Il risultato dichiarato è una riduzione dei consumi energetici superiore a 550 kW. Sul fronte dell’affidabilità, il sistema punta inoltre a raddoppiare il tempo medio di funzionamento senza interruzioni, arrivando a una disponibilità del sistema pari al 99,8%.

TaiShan 950 e OceanStor M900 completano l’architettura

Huawei ha presentato a Shanghai anche un aggiornamento di TaiShan 950 SuperPoD, destinato al computing general-purpose. La piattaforma utilizza una rete UnifiedBus completamente ottica e può supportare fino a 4.096 nodi, con un pool di memoria unificato che raggiunge 256 TB. A questa soluzione si affianca OceanStor M900, un cluster di storage dedicato alla memoria contestuale. Anche in questo caso l’architettura è basata su UnifiedBus e supporta l’accesso diretto a singolo hop, oltre a una cache KV, cioè chiave-valore, su scala petabyte per il livello L3.5. L’architettura può infine essere estesa collegando più Atlas 960E SuperPoD attraverso UnifiedBus o RoCE. Con una struttura Clos a due livelli e quattro piani, il SuperCluster può arrivare a interconnettere 512.000 NPU. La topologia multi-rail permette un’ulteriore espansione della capacità, fino a raggiungere un milione di NPU all’interno dell’architettura SuperCluster.

Fonte: TecnoAndroid

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