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Il nuovo power bank Huawei arriva in Cina con un carico di funzioni che va ben oltre la semplice batteria portatile. Si chiama All-in-One Charging Power Bank, monta una batteria da 12.000 mAh, ha un cavo USB-C già integrato e soprattutto può essere rintracciato tramite app anche quando finisce fuori copertura. Un dettaglio che lo rende il primo accessorio del genere firmato dall’azienda a rispettare il nuovo standard di sicurezza cinese 3C. Non è una novità dell’ultimo minuto, in realtà. Rientra in un percorso che Huawei porta avanti da anni, tra la ricarica proprietaria SuperCharge sempre più rapida e batterie portatili pensate per stare al passo con smartphone sempre più assetati di energia.
Cosa c’è dentro questo power bank
Partiamo dalla ricarica. Il dispositivo supporta i 100 W bidirezionali tramite lo standard proprietario SuperCharge. Secondo Huawei, questa potenza basta a portare uno smartphone compatibile come Mate 80 Pro fino all’85% in circa 30 minuti. E dato che i 100 W funzionano in entrambe le direzioni, anche il power bank stesso può ricaricarsi alla stessa velocità, purché si abbia sottomano un alimentatore da parete adeguato. Sul fronte delle connessioni c’è un cavo USB-C in silicone liquido che si aggancia magneticamente al fianco del dispositivo quando non serve. C’è poi una seconda porta USB-C classica. Volendo si possono caricare due dispositivi in contemporanea e in quel caso il cavo integrato arriva a 66 W, mentre la seconda porta si ferma a 40 W. Supporta anche la ricarica pass-through, quindi lo si collega alla presa a muro e nel frattempo carica pure il telefono attaccato. Huawei assicura che il cavo integrato regge fino a 10.000 cicli di piegatura e trazione.
Il tracker Bluetooth e le regole di sicurezza

La parte più interessante è forse la sua doppia anima da tracker Bluetooth dentro l’ecosistema Huawei. Se si perde di vista la batteria, la si può far squillare da uno smartphone Huawei compatibile. E se è del tutto fuori portata, il telefono mostra l’ultima posizione nota sulla mappa, con precisione anche a livello di piano dell’edificio. Chi ha un telefono con HarmonyOS 6.1 o versioni successive vedrà la percentuale residua della batteria, riceverà avvisi sulla temperatura e un allarme se dimentica il dispositivo da qualche parte. Tramite l’app Huawei AI Life si controlla poi lo stato di salute della batteria e si installano gli aggiornamenti firmware.
Per rispettare le nuove norme 3C, l’azienda dichiara di usare le proprie celle Whale, con isolamento in ceramica. Ci sono cinque sensori di temperatura sparsi tra batteria, circuito stampato e porte, più materiali in grafite pensati per tenere l’hardware fresco durante le sessioni a 100 W. Sempre in questi giorni Huawei ha tolto i veli anche dal MateBook Pro S da 798 grammi, con display che protegge la privacy, processore Kirin XE90 e fino a 18 ore di autonomia. E c’è pure il Vision Smart Screen 6 SE, con tecnologia RGB MiniLED di livello flagship.
Il balzo in avanti sulla potenza è evidente se si guarda al passato. I primi power bank Huawei con ricarica rapida proprietaria si fermavano a 22 W, poi si è saliti a 40 W con la serie Mate 20 e in seguito a 66 W con i modelli più recenti dedicati alla gamma Mate. Il passaggio ai 100 W bidirezionali è quindi un altro scatto, reso necessario dalle batterie sempre più capienti montate sui flagship Huawei di ultima generazione, che chiedono tempi di ricarica sempre più stretti per non restare indietro rispetto alla concorrenza.
Huawei All-in-One Charging Power Bank arriverà nelle prossime settimane a un prezzo di 399 yuan, circa 51 euro al cambio.











