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Quando l’anime di Pokémon debuttò in Giappone, nel 1997, gli autori avevano in mano un solo indizio sul futuro della saga: il disegno di Ho Oh, un Pokémon leggendario che nessuno avrebbe potuto catturare prima di diversi anni. La serie arrivò sugli schermi appena un anno e due mesi dopo l’uscita dei primi giochi, Rosso e Verde, e perfino prima delle loro versioni rifinite e ripulite dai bug, le celebri Rosso e Blu (con la successiva Gialla). Una partenza così ravvicinata creò non pochi grattacapi. Oggi chi lavora alla serie conosce con precisione il calendario delle nuove uscite e sa fin dove allungare la trama o quando introdurre creature inedite, ma allora le domande superavano di gran lunga le risposte.
Un pennuto misterioso nell’episodio pilota
Col senno di poi è facile ricordare che Pokémon Oro e Argento arrivarono il 21 novembre 1999. All’epoca però nessuno ne aveva idea, e così la produzione fu costretta a tirare per le lunghe le avventure ambientate nel mondo di Rosso e Verde (o Blu) per circa due anni e mezzo, in attesa che Game Freak desse finalmente il via libera per passare oltre. L’unico materiale disponibile sulla nuova generazione era proprio il design di Ho Oh, la creatura che Ash avvista nell’episodio pilota e sulla quale il Pokédex non riesce a fornire alcun dato.
Non si trattava di un espediente narrativo pensato per incuriosire il pubblico. Era semplicemente la situazione concreta in cui si trovavano sceneggiatori e animatori, che non sapevano nulla di quel gigantesco uccello se non che un giorno, in un momento imprecisato, sarebbe diventato reale. Nel frattempo alla serie non restò che rallentare il passo e inventare situazioni nuove, con Ash costretto ad attraversare le varie città del gioco per Game Boy a una velocità quasi esasperante. Al team era stato comunicato fin dall’inizio che Oro e Argento sarebbero usciti nel 1998, e quel ritardo finì per scombinare parecchio i piani.
Marill, Zapdos e un calendario tutto da rifare
Alla fine il primo esemplare della nuova generazione a comparire fu Marill, nell’episodio 87, andato in onda a marzo del 1999. Proprio a causa della confusione generale, il simpatico topolino acquatico si presentò addirittura prima di alcuni Pokémon dei giochi originali, come Golduck o Nidoqueen, che a quel punto non si erano ancora visti nella serie. Il caso più curioso riguarda però Zapdos, l’ultimo a fare capolino: comparve soltanto nell’episodio 242, quando ormai si era in pieno 2002, e dopo aver già esordito al cinema qualche anno prima. Per fortuna, con l’arrivo dei giochi successivi, la produzione cominciò a orientarsi meglio e quel caos venne archiviato una volta per tutte.
Fonte: TecnoAndroid








