HTC sceglie una strada controcorrente per tornare protagonista nel settore consumer. L’azienda taiwanese punta sugli smartglasses VIVE Eagle AI. Il progetto nasce con un’impostazione aperta e flessibile. Gli utenti possono scegliere il modello di intelligenza artificiale preferito. Non esiste un vincolo verso un unico ecosistema proprietario. Secondo i vertici aziendali, lo sviluppo dell’AI corre troppo velocemente. Nessuna azienda può sostenere da sola questa corsa continua. Da qui l’idea di integrare più piattaforme. OpenAI e Google Gemini sono tra le opzioni disponibili. L’obiettivo è offrire sempre l’AI più aggiornata.
Questa impostazione distingue HTC dai principali concorrenti. Meta, ad esempio, basa i propri occhiali su un’AI interna. In Cina prevalgono modelli sviluppati localmente. HTC vuole invece proporsi come piattaforma neutrale. La scelta mira a garantire adattabilità nel tempo. Il ritorno all’hardware rappresenta anche una svolta simbolica. Arriva dopo anni di focalizzazione su realtà estesa e partnership. Con i VIVE Eagle, HTC torna a parlare direttamente al grande pubblico.
Mercato degli occhiali in crescita e la sfida di HTC alla leadership di Meta
Il lancio iniziale è avvenuto a Hong Kong. Il prezzo si aggira intorno ai 475 euro. La strategia commerciale segue un approccio definito Asia-first. Giappone e Sud-Est asiatico saranno i prossimi mercati. Europa e Stati Uniti arriveranno nella seconda metà del 2026. Secondo HTC, molti smartglasses attuali seguono standard ergonomici occidentali. Questi non sempre si adattano ai consumatori asiatici. La regolamentazione resta però un tema delicato. In Cina, le restrizioni sull’AI straniera complicano l’ingresso. Servirebbero infrastrutture locali e compromessi tecnologici. Intanto il mercato mondiale cresce rapidamente. Le spedizioni di smartglasses sono aumentate oltre il cento per cento. Meta detiene ancora circa il settanta per cento delle quote.
Il successo dei Ray-Ban intelligenti ha rilanciato il settore. Funzioni semplici come chiamate e musica attirano nuovi utenti. Accanto all’entusiasmo emergono però timori sulla privacy. L’uso dei dati personali per addestrare l’AI preoccupa molti consumatori. HTC prova a distinguersi anche su questo fronte. L’azienda afferma di non usare i dati per il training. Sicurezza e protezione diventano argomenti centrali. I VIVE Eagle segnano quindi una doppia sfida. Tecnologica contro Meta e strategica contro i modelli chiusi. HTC scommette sull’apertura per tornare rilevante.