La Honda Prelude ha fatto qualcosa che in pochi si aspettavano. Nei primi sette mesi del 2026 ha piazzato negli Stati Uniti 2.077 esemplari, superando di quasi 300 unità la Subaru BRZ, che si è fermata a 1.785. Un divario di 292 auto che fa un certo effetto, soprattutto se si considera quante critiche aveva ricevuto questa coupé prima ancora di arrivare nei concessionari.
Il web, diciamolo, non aveva riservato un’accoglienza calorosa alla nuova Prelude. Gli appassionati si erano lamentati un po’ di tutto. Niente motore turbo della Civic Type R, presenza di una trazione ibrida che a molti non è andata giù, e più di qualcuno aveva messo in dubbio che questa vettura meritasse davvero un nome così storico. Eppure chi apre il portafoglio, a quanto pare, ragiona in modo diverso da chi commenta sotto i post.
Sulla carta la BRZ avrebbe tutte le carte in regola per essere la coupé sportiva accessibile per eccellenza. Trazione posteriore, motore boxer aspirato, baricentro basso e, cosa che fa gola ai puristi, il cambio manuale come opzione. Parte da circa 33.500 euro, spedizione inclusa, quindi un prezzo davvero abbordabile. Insomma, ha praticamente tutto quello che i commentatori dicono di volere. Poi però i numeri raccontano un’altra storia.

Prezzi, filosofie diverse e il fenomeno Miata
La Prelude ha scelto una strada opposta. Honda non ha inseguito i tempi sul giro, ha costruito una coupé elegante a trazione anteriore, con propulsione ibrida e un occhio di riguardo all’uso quotidiano. Il cartellino recita circa 39.000 euro, spedizione compresa. Ed è esattamente questo il motivo per cui in tanti l’avevano bollata come un’occasione mancata. Ma i dati di vendita suggeriscono che parecchi acquirenti la pensano diversamente, oppure semplicemente non leggevano i commenti online.
Chi continua a dominare su tutti è la Mazda MX-5 Miata. Nello stesso periodo Mazda ne ha vendute 5.984, quasi il triplo della Prelude. A luglio le cose sono andate un po’ più a rilento, con un calo del 16,3 percento, ma la sportiva più amata d’America non sembra avere alcuna intenzione di farsi da parte.
C’è poi il capitolo Toyota GR86, la gemella della BRZ, che racconta un’altra vicenda ancora. Fino a fine giugno aveva registrato 4.007 vendite, in calo di oltre il 26 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma comunque nettamente davanti alla BRZ. I numeri di luglio non sono ancora disponibili, però nel confronto da gennaio a luglio la GR resterà più vicina alla Miata che alla Prelude.
Nulla di tutto questo dimostra che la Prelude sia una sportiva migliore della BRZ. Serve però a ricordare un paio di cose. La distanza tra quello che gli appassionati dichiarano di volere e quello che poi portano a casa può essere sorprendentemente ampia. E non tutti quelli che comprano un’auto dall’aspetto sportivo passano il tempo libero in pista o tra i tornanti.
Il pubblico storico della Prelude, negli anni Ottanta e Novanta, non era fatto di venticinquenni appena usciti dal college. Erano professionisti maturi, molte donne tra loro, che cercavano un’auto bella da guidare tutti i giorni per andare al lavoro. E secondo le informazioni raccolte da Honda, la nuova Prelude ibrida piace proprio a quel tipo di persone, in un modo che la BRZ non riuscirà mai a replicare.











