Halo: Campaign Evolved segna il debutto della saga su PlayStation e lo fa senza limitarsi a rispolverare un vecchio classico. Halo Studios ha rimesso mano al leggendario sparatutto in prima persona con una serie di interventi pensati per portarlo dritto nel presente, tra nuove meccaniche, comandi rivisti, feedback aptico e armi ridisegnate. Il risultato è un modo diverso di rivivere un pezzo di storia dei videogiochi, quello nato con Halo: Combat Evolved, senza tradirne l’anima.
Comandi rinnovati e nuove abilità sul campo
Chi ha giocato all’originale se lo ricorda bene, i comandi di allora oggi risultano un po’ spiazzanti. Erano tempi in cui gli sparatutto non avevano ancora uno schema di pulsanti standard e i controller offrivano meno tasti. Campaign Evolved adotta invece la configurazione che i giocatori si aspettano, con le granate su L1, il cambio arma su triangolo e la ricarica su quadrato. E ovviamente tutto resta personalizzabile a piacimento.
C’è poi lo scatto, attivabile premendo L3, utile per prendere velocità nei momenti in cui serve dileguarsi o sfuggire a gruppi di nemici. Non trasforma Master Chief in un velocista, ma dà quel pizzico di controllo in più sul ritmo. Anche la guida cambia. Il famigerato Warthog, tanto amato quanto capace di ribaltarsi al momento sbagliato, ora offre comandi standard più intuitivi, con la levetta sinistra per sterzare, la destra per la telecamera, R2 per accelerare e L2 per frenare. Chi preferisce il vecchio sistema può comunque tenerlo. Gli altri mezzi, come i Ghost dei Covenant o lo Scorpion Tank, restano invece fedeli agli originali.
Il sistema di energia è stato rivisto in profondità. Addio ai pacchetti da inseguire nel bel mezzo dello scontro, adesso scudi ed energia si ricaricano da soli, ma la salute recupera molto più lentamente. Un equilibrio che tiene i combattimenti tesi senza costringere a fermarsi ogni due minuti.
Scontri rimescolati, armi potenziate e tanta rigiocabilità
Chi conosce a memoria l’originale riconoscerà ogni ondata di nemici, ma Campaign Evolved aggiunge piccole variazioni che tengono sulle spine. Su Ring World, per esempio, spuntano Jackal con Cecchini particellari arrivati da Halo 2, mentre nei livelli avanzati si incontrano Cacciatori infettati dai Flood. Cambia anche la disposizione di oggetti e veicoli, come un tank Wraith piazzato nell’hangar del Truth and Reconciliation.
Tornano poi meccaniche prese dai capitoli successivi, come la possibilità di saltare a bordo dei mezzi nemici e sottrarre Ghost o Banshee. Attenzione però, perché anche gli Elite possono restituire il favore. Ogni arma da fuoco ora consente di mirare attraverso il mirino per un po’ di precisione in più, e il comparto sonoro è stato rifatto da zero. Unito alle vibrazioni del controller, restituisce colpi che sembrano avere finalmente peso, dal fucile al plasma dei Covenant fino al fucile capace di fare a pezzi i Flood.
L’arsenale si arricchisce con pistola mitragliatrice, fucile ad aghi, cannone a barre di combustibile e fucile a particelle, senza dimenticare la spada energetica degli Elite. E ci sono tre missioni bonus ambientate circa un anno prima degli eventi originali, con Master Chief e il sergente Johnson, dove compaiono armi come il fucile al plasma dei Brute e il fucile a spuntoni.
Sul fronte della rigiocabilità, oltre alla coop locale per due giocatori arriva quella online fino a quattro. Ci sono terminal che approfondiscono la storia e Teschi che sbloccano modificatori, dall’HUD rimosso ai Grunt che esplodono in coriandoli. E per i più coraggiosi restano le difficoltà Eroica e Leggendaria. Halo: Campaign Evolved arriva il 28 luglio su PlayStation 5.


