Chi sta valutando il preordine di GTA 6 potrebbe volerci pensare due volte prima di scegliere la piattaforma, perché è saltato fuori un dettaglio tecnico che rischia di cambiare le carte in tavola. Con i preordini ormai aperti, in tanti si trovano ancora a fare i conti tra PS5 e Xbox Series X|S, e la questione riguarda soprattutto chi ha in mente di comprare da rivenditori esteri o di regalare il gioco a qualcuno che vive fuori dai confini.
Il punto è questo. I codici digitali di GTA 6 su PlayStation 5 avranno il blocco regionale. Tradotto in parole semplici, il codice dovrà essere compatibile con la regione dell’account PSN di chi lo riscatta. Quindi attenzione a lanciarsi su un acquisto dall’altra parte del mondo pensando di risparmiare qualche euro, perché il rischio concreto è ritrovarsi con qualcosa che poi non si può nemmeno usare. Su Xbox la storia è diversa, lì questo limite non c’è. Nessuna restrizione geografica sui codici di attivazione, punto e basta.
Perché il blocco regionale su PS5 pesa più di quanto sembri
C’è un aspetto che rende la faccenda ancora più spinosa. Anche le edizioni fisiche del gioco conterranno soltanto un codice digitale, senza disco dentro la confezione. Il che vuol dire che chiunque metta le mani su GTA 6, non importa quale formato scelga, dovrà comunque passare da un sistema di attivazione online. E così il blocco regionale della versione Sony diventa un problema vero anche per chi va in negozio a comprare la scatola, convinto magari di comprare qualcosa di più semplice e senza vincoli.
Non è un dettaglio da poco, considerando quanti giocatori tendono ancora a preferire il supporto fisico proprio per aggirare certe complicazioni. Qui invece la complicazione arriva lo stesso, mascherata da cartoncino e custodia.
Cosa cambia nella corsa tra Sony e Microsoft
I primi dati sui preordini avevano già raccontato una preferenza netta verso PS5, con un traffico online decisamente sbilanciato in favore della console Sony. In uno scenario del genere, l’assenza del blocco regionale su Xbox potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo reale per Microsoft, almeno per una porzione ben precisa di acquirenti.
Parliamo di quelli informati, quelli che leggono, si documentano e sanno cosa stanno comprando prima di premere il tasto. Per tutti gli altri il rischio è più concreto e anche più fastidioso, ovvero ritrovarsi tra le mani un gioco inutilizzabile. E onestamente, tra i due scenari possibili, è di gran lunga il peggiore. Chi punta a spendere meno cercando offerte oltre confine dovrà tenere gli occhi ben aperti, perché su PlayStation quel risparmio potrebbe rivelarsi un boomerang.


