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GTA 6, i leak del 2023 erano veri: ecco cosa avevano svelato

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Alcune delle indiscrezioni circolate anni fa su GTA 6 si sono rivelate corrette, e a dirlo è la presentazione ufficiale del gioco con tutti i dettagli emersi in quell’occasione. Un fatto quantomeno curioso, considerando che parte di quelle voci risale addirittura al 2023 e che, all’epoca, sembravano poco più che chiacchiere da forum. Invece no, qualcosa di solido c’era davvero.

Il caso più interessante riguarda il content creator GameRoll, che nel giugno del 2025 aveva messo online una lunga serie di informazioni sul gioco, attribuendole a una fonte piuttosto vaga ma dal sapore classico del settore, ovvero l’amico di uno sviluppatore di Rockstar Games. Detta così, di solito, si finisce nel cestino delle bufale. Solo che uno dei dettagli riportati riguardava i cognomi dei due protagonisti, Jason e Lucia, che a quel punto non erano ancora stati resi pubblici da nessuno. Quando l’informazione ha trovato conferma, tutto il resto del materiale diffuso in quel periodo ha guadagnato improvvisamente credibilità.

Cosa aveva anticipato il leak su GTA 6

La lista delle cose azzeccate è più lunga di quanto ci si aspetterebbe, e proprio la quantità fa pensare a qualcosa di diverso da una serie di intuizioni fortunate. Tra gli elementi confermati compare il ritorno del livello di ricercato a sei stelle, la possibilità di salutare o provocare i personaggi non giocanti sulla falsariga di Red Dead Redemption 2, un sistema GPS di forma rettangolare con waypoint rosa e la capacità di Jason di rallentare il tempo.

Ci sono poi dettagli più tecnici, che riguardano il modo in cui il mondo di gioco reagisce alle azioni del giocatore. I PNG, per esempio, si accorgono se il protagonista sta girando armato. Il sistema di gore è più elaborato rispetto al passato e prevede anche gli smembramenti. I protagonisti possono aumentare o perdere peso nel corso dell’avventura. E poi c’è un limite al numero di armi trasportabili, che costringe a usare il bagagliaio dell’auto come deposito per tutto il resto dell’arsenale. Anche la struttura narrativa, divisa in capitoli, ricalca l’impostazione già vista in Red Dead Redemption 2.

Il confronto con il leaker che ha fatto guadagnare cifre a sei zeri

Va detto che questa vicenda è molto diversa da quella del leaker di GTA 6 che aveva sottratto e diffuso materiale interno, il quale a quanto pare avrebbe incassato qualcosa come 245.000 euro in criptovalute, pur avendo raccontato in giro che le sue azioni fossero una forma di protesta. Due situazioni che non hanno nulla a che spartire, se non l’oggetto delle attenzioni.

Resta il fatto che, in mezzo alla montagna di voci accumulate negli anni su Grand Theft Auto VI, solo una parte si è dimostrata attendibile. Altre erano palesemente costruite a tavolino e sono cadute alla prima verifica seria. I dettagli sulle tre grandi isole presenti nella mappa, per dirne una, non hanno trovato alcun riscontro. Stessa sorte per la storia degli oltre mille edifici visitabili, un numero talmente gonfiato da risultare sospetto già quando circolava.

Il quadro che ne esce è quello di un ecosistema di rumor dove il vero e il falso convivono senza soluzione di continuità, e dove distinguere l’uno dall’altro diventa possibile solo a giochi fatti. Nel caso di GameRoll, la somma dei dettagli confermati è abbastanza consistente da escludere la casualità, il che riporta l’attenzione su quanto sia difficile per uno studio delle dimensioni di Rockstar tenere tutto blindato fino all’annuncio ufficiale. Elementi come il peso variabile dei personaggi o il limite alle armi trasportabili non sono cose che si indovinano tirando a caso.

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