In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Chi in Italia o in qualunque altro Paese dell’Unione europea cerca un volo o un albergo su Google si troverà davanti una pagina diversa da quella a cui era abituato, perché la Ricerca Google sta cambiando pelle per adeguarsi alle regole europee. Non è un restyling deciso a tavolino da Mountain View, ma la conseguenza diretta delle sanzioni comminate dalla Commissione europea per violazioni del Digital Markets Act. In pratica i servizi proprietari di Big G, cioè Voli e Hotel, perdono il posto d’onore in cima ai risultati a favore delle piattaforme concorrenti.
La vicenda parte da lontano. A fine luglio Bruxelles aveva colpito l’azienda con due sanzioni distinte per un totale di 890 milioni di euro. La prima riguardava il modo in cui Google metteva in evidenza i propri servizi verticali, da Shopping a Hotel fino a Voli, rispetto a quelli dei rivali. La seconda invece puniva le restrizioni imposte sugli acquisti alternativi all’interno di Google Play. Pochi giorni prima della decisione, Kent Walker, presidente per gli affari globali di Google e Alphabet, aveva provato a mettere le mani avanti parlando di rischi per la sicurezza e la privacy degli utenti europei. Non è servito granché.
Come cambiano i risultati per voli e hotel
Il cuore della modifica riguarda i cosiddetti servizi di ricerca verticale, quelli di piattaforme come Expedia e Booking.com. Da ora in poi Google è tenuta a mostrarli prima dei propri strumenti. Gli utenti europei vedranno comparire un nuovo tipo di carosello nella pagina dei risultati, con un motore di ricerca specializzato in primo piano e altri due subito sotto, con meno dettagli a corredo. Solo più in basso troverà spazio un secondo carosello, quello dedicato a hotel, compagnie aeree e ristoranti, privato però dei prezzi in tempo reale e di altre informazioni che fino a ieri erano immediatamente visibili.
Un dettaglio non secondario riguarda l’ordine di apparizione di questi risultati, che resta comunque affidato all’algoritmo di Google. La riorganizzazione, quindi, tocca la gerarchia visiva della pagina ma non toglie all’azienda la regia su come vengono classificati i contenuti. Va anche detto che la distribuzione dell’aggiornamento non è ancora completa ovunque, visto che in alcuni Paesi dell’Unione le ricerche per voli e hotel continuano a mostrare in cima i servizi targati Google.
La reazione di Mountain View e il contesto europeo
La posizione dell’azienda è tutt’altro che entusiasta. Nick Fox, vicepresidente senior per Knowledge and Information, ha confermato che i cambiamenti servono a rispettare i requisiti del Digital Markets Act, ma li ha definiti la più grande riduzione della qualità del servizio nei 29 anni di storia della Ricerca. Secondo il dirigente l’esperienza degli utenti europei peggiorerà, gli intermediari online ne trarranno vantaggio e le attività commerciali locali finiranno penalizzate, mentre le persone perderanno funzioni usate quotidianamente. Fuori dai confini dell’Unione europea, ha precisato l’azienda, nulla cambierà.
Curiosamente i test erano già in corso da febbraio, in un tentativo di anticipare le mosse di Bruxelles sull’abuso di posizione dominante nel mercato della ricerca online. A luglio è arrivata la multa da 460 milioni di euro proprio per il trattamento di favore riservato ai servizi Google nei risultati dedicati a shopping, hotel, trasporti e sport, con 60 giorni di tempo per mettersi in regola ed evitare sanzioni periodiche che possono arrivare fino al 5% del fatturato mondiale.
Il clima tra istituzioni europee e il colosso americano, del resto, si era già raffreddato. Qualche mese fa il Parlamento europeo ha deciso di abbandonare Google per passare a Qwant, motore di ricerca francese lanciato nel 2013 che non conserva le ricerche degli utenti né rivende i loro dati personali. Una scelta maturata anche dentro il pacchetto sulla Sovranità tecnologica presentato dalla Commissione europea per ridurre la dipendenza da fornitori digitali extraeuropei.
Fonte: TecnoAndroid








