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Google Pixel 11 Pro, la torcia delude: il colpevole è HiLight

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La torcia di Pixel 11 Pro funziona peggio di quella delle generazioni precedenti, e la colpa sembra ricadere quasi per intero su HiLight, la novità che Google ha montato attorno al LED posteriore. Il risultato è curioso: una funzione pensata per migliorare il flash fotografico finisce per penalizzare l’uso più banale e quotidiano di quel piccolo faretto, cioè illuminare una stanza al buio o cercare qualcosa sotto il divano.

Quasi tutti gli smartphone hanno un LED sul retro nato come flash per la fotocamera, che però nella pratica viene usato soprattutto come torcia d’emergenza. Non sostituisce mai una vera pila, però basta e avanza per muoversi in un corridoio buio o per illuminare un dettaglio. Con la famiglia Pixel 11 Pro, comprese le varianti XL e Fold, questo compromesso si è rotto: la luce c’è, ma è debole, e soprattutto si esaurisce in fretta appena ci si allontana di qualche passo.

Cosa cambia davvero con HiLight

Google Pixel 11 Pro, la torcia delude: il colpevole è HiLight

Le prove fatte sulle unità di test hanno mostrato una differenza netta rispetto al passato. Chi ha usato il telefono per girare in casa a tarda notte ha notato che oltre il primo metro o poco più la luce diventa praticamente inutile. C’è chi si è spinto a definire la funzione torcia “inutilizzabile” durante una riparazione domestica, convinto per un attimo che il telefono avesse impostato da solo la luminosità a metà.

Il sospetto principale riguarda il diffusore che HiLight utilizza per ammorbidire il fascio luminoso. Quel filtro, che smorza la torcia, ha però un effetto positivo quando il LED viene usato per quello per cui è nato: come flash fotografico la resa è visivamente più gradevole, meno aggressiva, anche se costringe ad avvicinarsi al soggetto. In sostanza Google ha barattato un vantaggio in fotografia con un peggioramento nell’uso quotidiano.

Il confronto con gli altri smartphone

Google Pixel 11 Pro, la torcia delude: il colpevole è HiLight

I paragoni diretti raccontano bene la situazione. Mettendo Pixel 11 Pro XL accanto a Pixel 10 Pro XL si vede una differenza chiara nell’intensità della luce, e va detto che nemmeno la generazione precedente brillava particolarmente. Il confronto diventa più imbarazzante con iPhone 15 Pro, un telefono di tre anni fa, il cui flash risulta comunque più luminoso. Aggiungendo alla comparativa anche Galaxy Z Fold 7, si scopre che pure Samsung riesce a fare un po’ meglio di entrambi i Pixel. Il quadro finale è piuttosto univoco: Pixel 11 Pro XL è il peggiore del gruppo.

La distanza peggiora ulteriormente le cose. Aggiungendo soggetti sullo sfondo durante i test, si nota quanto in fretta la luce del Pixel 11 si spenga rispetto agli altri dispositivi. Le fotografie riescono a rendere solo in parte la differenza, che dal vivo appare ancora più marcata.

Google Pixel 11 Pro, la torcia delude: il colpevole è HiLight

Sul fronte del flash vero e proprio, invece, i risultati tra Pixel 11 Pro XL e Pixel 10 Pro XL restano più o meno allineati, tenendo conto delle differenze di elaborazione software. La luce del modello nuovo è meno dura e ha una temperatura di colore più calda, quindi il ritocco al diffusore qualcosa ha portato.

Un dettaglio piccolo che si nota subito

La torcia non è una voce che compare nelle schede tecniche né qualcosa a cui si pensa quando si sceglie un telefono. Però quando peggiora all’improvviso, la differenza salta all’occhio. HiLight ha prodotto un effetto collaterale evidente, per quanto non drammatico, e appartiene a quella categoria di piccoli fastidi che con l’uso quotidiano diventano irritanti.

Il rischio concreto riguarda soprattutto chi arriva da un altro ecosistema. Un utente che passa da iPhone a Pixel 11 si accorgerà quasi subito che la luce è più fioca, e difficilmente lo prenderà bene. Su questo terreno, banale ma frequentato ogni giorno, Google resta indietro rispetto alla concorrenza.

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