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Il mercato smartphone europeo ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un calo del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a 35 milioni di unità spedite. Numeri che raccontano il peggior secondo trimestre dal 2023 a oggi, e le ragioni non sono nascoste da nessuna parte: i costi dei componenti sono cresciuti, i produttori hanno ridotto le promozioni per difendere i margini, e il quadro macroeconomico generale continua a pesare sulle scelte di acquisto. Il risultato pratico è che i consumatori europei, semplicemente, stanno rimandando.
A fotografare la situazione è il report di Counterpoint Research dedicato al secondo trimestre del 2026, un documento che di spazio all’ottimismo ne lascia davvero poco. Non si tratta di un rallentamento passeggero legato a un mese storto, ma di una contrazione che tocca l’intera regione, seppure con intensità molto diverse a seconda dell’area geografica.
Europa occidentale e orientale viaggiano a due velocità
La spaccatura è netta. L’Europa occidentale ha tenuto meglio di quanto ci si aspettasse, sostenuta da un trimestre eccezionale di Apple e da una crescita minima ma pur sempre positiva di Samsung. Entrambe hanno beneficiato di quella tendenza che gli analisti chiamano premiumisation: chi decide di spendere, ormai, lo fa su prodotti di fascia alta, saltando del tutto la fascia intermedia e quella economica.
Discorso opposto per l’Europa orientale, che ha registrato un calo significativo. Il motivo è strutturale più che congiunturale: quei mercati dipendono in larga misura dai dispositivi economici dei brand cinesi, e proprio quel segmento è stato il più colpito dall’aumento dei prezzi. Dove il portafoglio medio è più sottile, ogni rincaro si sente subito, e senza sconti a fare da cuscinetto la vendita salta. Jan Stryjak, Associate Director di Counterpoint Research, non usa giri di parole nel commentare i dati. “Un outlook finanziario incerto in gran parte della regione significa che i consumatori sono restii a fare acquisti, e la diffusa mancanza di promozioni non aiuta, dato che i produttori cercano di proteggere i margini.”
Scorte in esaurimento e prospettive per i prossimi trimestri
Stryjak aggiunge un dettaglio che vale la pena tenere d’occhio: con le scorte in via di esaurimento in tutta Europa, le previsioni per i trimestri successivi parlano di ulteriori flessioni, con i produttori di fascia bassa nella posizione più scomoda. L’eccezione, ancora una volta, ha il logo della mela. Counterpoint stima che Apple continuerà a crescere in modo significativo sul mercato europeo nel prossimo futuro, andando controcorrente rispetto a tutto il resto del settore. C’è poi un fattore che agisce da moltiplicatore e riguarda l’intera industria: la crisi delle memorie sta già colpendo duramente il mercato globale degli smartphone, facendo lievitare i costi di produzione a monte. In Europa questo si somma all’inflazione e all’assenza di campagne promozionali, accelerando una dinamica che era comunque già in movimento da tempo.
La morsa che stringe i produttori di telefoni economici
Chi lavora sulla fascia economica si trova schiacciato tra due pressioni opposte. Da un lato costi più alti che erodono margini già sottilissimi, dall’altro un pubblico meno disposto a spendere. E senza la leva degli sconti, che storicamente è sempre stata l’arma principale per stimolare la domanda in quel segmento, gli spazi di manovra si riducono parecchio.










