Google ha attivato sul suo servizio Meet la traduzione vocale simultanea tra inglese e italiano. Presentata appena un mese fa durante il GoogleI/O, tale funzione è stata introdotta ufficialmente il 12 giugno al Google Cloud Summit di Milano. A differenza dei tradizionali sistemi di sottotitolazione o trascrizione, questa tecnologia va oltre. Nel senso che non traduce solo il contenuto, ma lo fa attraverso una voce artificiale che replica con sorprendente fedeltà il timbro, l’intonazione e le emozioni dell’interlocutore originale. Insomma è una sorta di doppiaggio in tempo reale. Alla base del sistema ci sono l’AI Gemini e il motore audio neurale AudioLM, sviluppati da Google DeepMind. L’effetto finale è un’esperienza d’uso particolarmente immersiva, in cui la voce tradotta sembra autentica e umana, con la voce originale in sottofondo a fare da guida.
Non solo voce: l’AI di Google guarda al futuro con Gemini Live
Attualmente, la funzione è disponibile solo per gli abbonati ai piani AI Pro e AIUltra, con un’espansione prevista prima per gli utenti aziendali di Google Workspace e successivamente per tutti. Per attivarla, basta avviare una riunione su Meet, accedere agli “Strumenti di riunione”, selezionare “Traduzione vocale” e scegliere le lingue da utilizzare. Tutti i partecipanti ricevono una notifica dell’attivazione. Per garantire il rispetto delle normative europee sullaprivacy, è richiesto poi un consenso esplicito alla traduzione della voce.
Se da un lato questa tecnologia rivoluziona il dialogo online, dall’altro segna solo l’inizio di un percorso più ambizioso. Google ha annunciato che tale funzione sarà presto integrata con Gemini Live, l’assistente AI capace di interpretare e tradurre anche contenuti visivi durante una videochiamata. Documenti, grafici e immagini saranno analizzati e tradotti in tempo reale, arricchendo ulteriormente l’interazione.
La qualità della traduzione, per quanto elevata, però non è ancora perfetta. Google infatti riconosce alcuni limiti attuali, come errori grammaticali, interpretazioni letterali di espressioni idiomatiche, variazioni nel genere dei sostantivi e difficoltà con accenti locali. In più, la funzione potrebbe risentire di problemi di rete o voci sovrapposte. È per questo che Google invita a non considerarla una sostituta della traduzione umana nei contesti sensibili.