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La ricerca delle canzoni di App Google potrebbe presto guadagnare qualcosa che manca da sempre, ovvero la capacità di continuare ad ascoltare anche quando l’utente esce dalla schermata dedicata. Il riconoscimento in background, insomma, quello che chi possiede un Pixel conosce da anni grazie a Now Playing. Non si tratta di un restyling grafico, la scheda resta esattamente com’è, ma di un cambiamento che riguarda il modo in cui la funzione lavora mentre si fa altro sul telefono.
Il contesto aiuta a capire perché la notizia abbia un suo peso. Circa otto mesi fa Google aveva rimesso mano in profondità all’interfaccia della ricerca vocale e proprio della ricerca musicale dentro App Google, salvo poi tornare ancora sulla parte vocale con un ulteriore intervento. La scheda dedicata ai brani, invece, era rimasta ferma sul piano estetico. Adesso pare che il lavoro si sia spostato sulle funzioni vere e proprie.
Cosa cambia nella ricerca delle canzoni su App Google
Il segnale arriva dall’analisi della versione 17.56.14 di App Google, dove l’insider AssembleDebug ha individuato il codice relativo a questa novità ancora in lavorazione. Oggi il funzionamento è piuttosto rigido, quasi scolastico, l’utente apre la schermata dedicata, resta lì fermo e aspetta che il brano venga identificato. Se si esce, l’ascolto si interrompe e bisogna ricominciare da capo.
Con la modifica in cantiere il microfono resterebbe attivo per qualche istante anche dopo il ritorno alla schermata iniziale. Un dettaglio piccolo solo in apparenza, perché cambia parecchio l’esperienza d’uso, specie in situazioni dove il tempo conta, un brano che sta finendo, una radio in sottofondo, una canzone sentita per caso in un locale.
La gestione dei risultati passa poi attraverso le notifiche. Se il sistema non trova nulla, arriva un avviso che invita a toccare per far partire una nuova ricerca, senza dover riaprire App Google da zero. Quando invece il pezzo viene riconosciuto, la notifica mostra titolo della canzone, nome dell’artista e copertina del singolo o dell’album. Un tap su quella notifica porta a una pagina di ricerca all’interno della AI Mode, quindi con il contesto costruito dall’intelligenza artificiale di Google e non con la classica lista di risultati.
Quando potrebbe arrivare e come tenersi pronti
Sui tempi non c’è ancora nulla di ufficiale. Google non ha comunicato se e quando intende accendere la funzione per tutti, però l’insider fa notare che il meccanismo appare già pienamente operativo nel codice, il che di solito significa che il rilascio non è lontanissimo. Da prendere comunque con la cautela che meritano tutte le funzioni scoperte smontando un’app, perché capita spesso che qualcosa venga rimandato o addirittura accantonato.
Chi volesse farsi trovare pronto ha due strade. La prima è banale, App Google arriva preinstallata su tutti gli smartphone Android dotati dei servizi Google, quindi basta aprire il Google Play Store, raggiungere la pagina dell’applicazione e toccare il pulsante di aggiornamento se disponibile. La seconda riguarda chi ha voglia di mettere le mani in anticipo sulle novità, ovvero l’iscrizione al programma beta attraverso la pagina dedicata. Una volta completata la registrazione l’app inizia a ricevere le versioni di prova, con tutti i vantaggi e i piccoli fastidi che questo comporta.
Resta interessante notare come Google stia progressivamente portando dentro App Google alcune caratteristiche nate ed esclusive dei Pixel. Now Playing è stato per anni uno degli argomenti più citati da chi difendeva gli smartphone di Mountain View, un riconoscimento automatico e silenzioso di quello che suona intorno. Vederne una versione, seppure diversa nell’approccio e legata a una ricerca avviata manualmente, dentro l’app usata da chiunque abbia un dispositivo Android con i servizi Google significa allargare parecchio la platea.








