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Google Home, Trova il mio telefono migliora sugli speaker Gemini

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Un nuovo aggiornamento di Google Home è in fase di distribuzione e porta con sé diversi miglioramenti, a partire da un supporto più solido per il comando vocale Trova il mio telefono sugli speaker che sfruttano Gemini. Le novità non si fermano qui, perché il pacchetto interviene anche su parecchi aspetti legati alla gestione della casa intelligente, con correzioni che riguardano luci, telecamere, interruttori e procedure di configurazione dei dispositivi.

Gemini per la casa diventa più affidabile nel ritrovare lo smartphone

Nel ramo ad accesso anticipato di Gemini for Home, Google promette miglioramenti di qualità e affidabilità per il classico “Hey Google, trova il mio telefono”, un comando presente ormai da anni e molto apprezzato da chi lo usa quotidianamente. Cosa cambi nel dettaglio non è stato chiarito, ma trattandosi di una funzione così pratica qualsiasi passo avanti è destinato a essere accolto con favore. L’azienda la descrive come una delle funzioni più amate dagli utenti, e il ritocco riguarda proprio i momenti in cui si chiede all’assistente di aiutare a localizzare lo smartphone.

Gli interventi sulla parte vocale dell’assistente toccano però anche altri fronti. Gemini ora filtra meglio il rumore di fondo e le voci presenti nell’ambiente, risponde con tempi di latenza ulteriormente ridotti e gestisce in modo più efficace le famiglie in cui si parlano più lingue. Migliora anche l’affidabilità dei comandi personalizzati all’interno delle Routine e delle automazioni, un aspetto tutt’altro che secondario per chi ha costruito scenari complessi in casa.

Le novità nell’app Google Home per la smart home

Sul fronte dell’applicazione vera e propria, gli aggiornamenti dedicati alla smart home sono numerosi. Il primo riguarda le luci. Fino a oggi, trascinando il cursore della luminosità fino allo 0% su una singola lampadina o su un gruppo di dimmer, le lampadine restavano accese alla potenza minima invece di spegnersi del tutto. Adesso abbassare la luminosità allo 0% invia un comando di spegnimento definitivo, evitando sprechi di energia e quel fastidioso bagliore residuo che compariva senza preavviso.

Cambia anche l’aspetto dei riquadri dedicati a telecamere e campanelli. Quelli online vengono mostrati con icone piene e colori in evidenza, così da distinguere a colpo d’occhio i dispositivi attivi da quelli inattivi. Sistemato poi un problema che coinvolgeva gli interruttori Matter, i quali non mostravano lo stato offline e non reagivano ai tocchi nella scheda Tutti i dispositivi. Ora i riquadri compaiono correttamente in grigio quando la connessione si interrompe. Altre correzioni riguardano la scheda Preferiti, dove la pressione prolungata sui riquadri a volte non apriva i controlli del dispositivo o l’editor delle routine. Google ha inoltre affinato il riconoscimento delle schermature per finestre, in modo che tende da sole e tende vengano identificate per quello che sono, mentre prima tutte le coperture con apertura e chiusura finivano classificate come semplici veneziane.

Configurazione dei dispositivi Nest più fluida e la nuova versione per Android

Una parte consistente del lavoro si concentra sulla fase di installazione. La configurazione dei dispositivi Nest beneficia di miglioramenti di affidabilità lungo tutto il processo, sia su iOS sia su Android, con correzioni dietro le quinte alle connessioni Bluetooth e all’abbinamento WiFi pensate per eliminare le interruzioni e i blocchi che capitavano spesso durante il primo avvio.

Anche l’aggiunta di nuovi prodotti si fa più rapida. Quando si inserisce un nuovo dispositivo in casa, l’app Google Home può ora memorizzare in modo sicuro le credenziali di rete sul telefono e riutilizzarle per l’apparecchio successivo, senza doverle digitare ogni volta. Tra le piccole aggiunte c’è infine un’opzione per ascoltare in anteprima le suonerie di Nest Doorbell. L’aggiornamento dell’app è in distribuzione in questi giorni su Android con la versione 4.31.27.1, mentre le novità legate a Gemini arrivano lato server per chi partecipa al programma di accesso anticipato.

Fonte: TecnoAndroid

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