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StarCraft, lo sparatutto open world di Blizzard arriva nel 2030

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Il nuovo sparatutto open world di StarCraft esiste davvero, Blizzard lo ha annunciato sul palco della cerimonia di apertura del BlizzCon 2026, ma chi sperava di metterci le mani a breve farà bene a mettersi comodo, perché l’obiettivo dichiarato è il 2030. Un annuncio e un’attesa lunghissima, arrivati nello stesso respiro.

A guidare il progetto c’è Dan Hay, nome che agli appassionati di sparatutto dice parecchio. General manager e vicepresidente in Blizzard, in passato dirigente di Ubisoft Montreal, Hay ha messo mano alla serie Far Cry dal terzo capitolo fino al sesto, con un passaggio da direttore creativo su Far Cry 5. Sul palco ha raccontato un aneddoto che ha strappato qualche sorriso, ovvero di aver provato a entrare in Blizzard da ragazzo e di essersi visto rifiutare la candidatura. Vent’anni dopo è arrivata la telefonata giusta, quella che gli ha dato la possibilità di costruire una squadra e riportare in vita la saga di fantascienza rimasta ferma per anni.

StarCraft: un percorso interno che resta in parte nebuloso

La presenza di Hay aggiunge un dettaglio curioso alla storia produttiva del gioco. Il designer era approdato in Blizzard diversi anni fa ed era stato indicato pubblicamente nel 2022 come responsabile del gioco survival allora senza nome, conosciuto internamente come Odyssey. Quel progetto è stato cancellato nel gennaio 2024, durante l’ondata di tagli che ha coinvolto il comparto gaming di Microsoft. Successivamente il suo nome era stato accostato proprio allo sparatutto di StarCraft, e le parole pronunciate al BlizzCon lasciano intendere che il marchio fosse sul tavolo molto prima che la cosa diventasse di dominio pubblico.

Blizzard, però, non ha chiarito l’ordine esatto degli eventi. Non si sa se Hay sia stato reclutato pensando fin da subito a StarCraft prima di occuparsi di Odyssey, se lo sparatutto sia nato solo dopo la cancellazione del survival, oppure se le due idee si siano sovrapposte internamente per un certo periodo. L’unico punto fermo, per ora, è che il progetto appena annunciato porta la sua firma.

Dallo strategico in tempo reale al mondo aperto

Il dettaglio confermato riguarda il genere, e non è un particolare da poco. Si tratta di uno sparatutto open world, quindi una sterzata netta rispetto alla strategia in tempo reale che ha definito l’identità di StarCraft fin dal debutto del primo capitolo nel 1998. Blizzard aveva già tentato di allargare i confini di questo universo, il caso più celebre resta StarCraft: Ghost, mai arrivato sugli scaffali. Questa volta sembra il primo tentativo davvero serio di portare il marchio dentro uno sparatutto su larga scala, e il curriculum di Hay ci sta dentro come un guanto, visto il suo lavoro su ambienti enormi, sistemi di gioco che si incastrano tra loro, missioni scritte e quel caos generato dalle scelte di chi impugna il controller.

Su tutto il resto, silenzio. Nessuna sequenza di gameplay, nessuna piattaforma indicata, nessuna informazione sull’ambientazione, sul protagonista, su eventuali modalità multigiocatore o sul modello di monetizzazione. Manca perfino un titolo ufficiale, tanto che il gioco viene identificato semplicemente come il nuovo sparatutto open world di StarCraft.

L’unica informazione concreta sull’uscita è anche quella che ha sorpreso di più, perché Blizzard ha parlato apertamente del 2030 come finestra di riferimento. Un’attesa parecchio più lunga di quanto molti immaginassero, considerando che di questo progetto si parlava con insistenza già dal 2024. Il lato positivo, se lo si vuole leggere così, è che una data tanto lontana suggerisce la volontà dello studio di concedere al team tutto il tempo necessario per costruire qualcosa di ambizioso.

E non è stata nemmeno l’unica sorpresa della serata, perché sempre al BlizzCon 2026 è stato annunciato Diablo V, atteso per la primavera del 2029.

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