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Chi usa Google Drive su Android ha da oggi una strada in più per mettere le mani sulle novità in anticipo, perché Google ha aperto un programma beta pubblico dedicato proprio all’app di archiviazione cloud. Una cosa che mancava da tempo, considerando che parecchie altre applicazioni dell’azienda avevano già un canale di test aperto a tutti, mentre Drive era rimasta fuori. Adesso la situazione è cambiata e chiunque voglia provare le funzioni ancora in lavorazione può iscriversi senza particolari requisiti.
La traccia è comparsa direttamente sulla pagina dell’app nel Play Store, dove è spuntata la solita sezione “Partecipa al programma beta”. Nulla di esotico, insomma, si tratta della stessa procedura già vista per altre app targate Google. L’adesione è volontaria e, altrettanto importante, reversibile: chi si stanca delle versioni preliminari può uscire quando vuole e tornare tranquillamente al canale stabile.
Come entrare nel programma beta di Google Drive
La procedura è tutto sommato banale. Basta aprire la scheda dell’app su Play Store, scorrere verso il basso fino a individuare il riquadro dedicato alla beta e toccare il pulsante Partecipa. Da lì in poi serve un po’ di pazienza, perché l’iscrizione può richiedere qualche minuto prima di risultare effettiva. Una volta completata, l’applicazione si aggiorna alla versione preliminare disponibile e continuerà a ricevere tutte quelle successive, almeno finché non si decide di abbandonare il programma.
Va detta però una cosa che spesso viene fraintesa. Essere dentro la beta non significa avere accesso automatico a ogni singola novità su cui Google sta lavorando. Capita, e capita spesso, che una determinata funzione sia tecnicamente presente nel codice della versione beta ma non risulti attiva per tutti i partecipanti, semplicemente perché l’azienda ne sta gestendo una distribuzione graduale. È il classico rollout a scaglioni, quello che fa impazzire chi si aspetta di vedere la novità comparire il giorno stesso dell’iscrizione.
A chi conviene davvero l’anteprima di Drive
Il pubblico ideale di questa iniziativa è abbastanza definito. Si parla di chi segue da vicino lo sviluppo di Google Drive, di chi lavora quotidianamente con i file in cloud e ha interesse a capire in che direzione si stia muovendo l’app, magari per anticipare cambiamenti nel flusso di lavoro. Google mette mano alle proprie applicazioni con una frequenza notevole e il cantiere delle nuove funzionalità non chiude praticamente mai, quindi il canale di test diventa una specie di finestra privilegiata su quello che arriverà sul canale stabile nei mesi successivi.
Sull’altro fronte, chi usa Drive in modo più tranquillo, per caricare documenti, condividere cartelle e poco altro, non ha motivi particolari per infilarsi in questa avventura. Le versioni preliminari restano versioni preliminari, con tutto quello che comporta in termini di possibili comportamenti anomali, e nessuno può garantire in anticipo quali funzioni finiranno effettivamente nel canale beta né quando verranno promosse alla distribuzione generale. Per un utilizzo ordinario la versione stabile dell’app rimane la scelta più sensata e meno complicata.
Resta il fatto che l’apertura di un canale di test pubblico per un’app usata da centinaia di milioni di persone è un segnale interessante. Significa che Google ha intenzione di raccogliere feedback su un bacino più ampio prima di far scendere le novità sul canale principale, cosa che in teoria dovrebbe tradursi in aggiornamenti più rifiniti anche per chi resta sulla versione classica. L’iscrizione, in ogni caso, si fa e si disfa in pochi tocchi dal Play Store, senza dover installare pacchetti esterni o smanettare con file di installazione scaricati chissà dove.








