In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione
Demis Hassabis lascia il ruolo di amministratore delegato di Google DeepMind, ma resta dentro l’azienda. Il cofondatore del laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale, che guidava come CEO dal 2010, si sposta verso una posizione diversa senza abbandonare la nave. Diventa presidente dell’organizzazione, una figura che DeepMind non ha mai avuto in modo tradizionale, separata cioè dalla leadership operativa.
Non è l’unico cappello che indosserà. Hassabis prende anche il titolo di chief scientist di Alphabet, la casa madre di Google, e continua a guidare Isomorphic Labs, la costola farmaceutica che sfrutta l’AI per provare a sviluppare nuovi farmaci. Insomma, più che un passo indietro sembra un cambio di baricentro.
A prendere in mano le operazioni quotidiane sarà Koray Kavukcuoglu, oggi CTO di Google DeepMind. Il nuovo ruolo è quello di senior vice president, con riporto diretto a Sundar Pichai, il numero uno di Google. Sui social Kavukcuoglu ha parlato di un momento cruciale per la divisione, tra il rafforzamento dei modelli Gemini e la ricerca di frontiera.
Google DeepMind: le uscite, gli investimenti e la corsa all’AI
Dietro questo rimpasto ce n’è un altro. Hassabis eredita il titolo di chief scientist perché Jeff Dean, che finora occupava quella posizione, se ne va per fondare una startup chiamata Discovery Loop. Dean porta con sé diversi colleghi e Google metterà dei soldi nell’azienda, senza cifre precise, facendo anche da fornitore cloud. Un meccanismo che ha il sapore del finanziamento circolare, visto che Google investe in una realtà che poi spenderà parte di quei soldi proprio per i servizi cloud della stessa Google. Come andrà a finire, si capirà con il tempo.
Discovery Loop punterà a costruire modelli di intelligenza artificiale capaci di migliorarsi da soli, con poco o nessun aiuto umano. Secondo le parole di Dean, c’è spazio perché l’AI automatizzi in modo più completo quello che è sempre stato un lavoro sperimentale a forte intensità umana.
Il braccio AI di Google sta vivendo una trasformazione parecchio decisa, spinta con ogni probabilità dalla pressione di stare al passo con OpenAI e Anthropic nella corsa all’intelligenza artificiale generativa. Di recente l’azienda ha sciolto il team di AlphaFold, di cui faceva parte lo stesso Hassabis. Alcuni dipendenti sono stati riassegnati, altri hanno lasciato.
AlphaFold è il programma capace di prevedere con precisione le strutture tridimensionali delle proteine partendo dalle sequenze di amminoacidi, e lo fa in pochi minuti. Un tipo di lavoro che prima richiedeva anni. La tecnologia oggi viene usata per mettere a punto terapie contro malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson, un contributo che ha fruttato un premio Nobel per la chimica.
Sul fronte degli investimenti, Google ha annunciato l’intenzione di mettere sul piatto fino a 40 miliardi di dollari per Anthropic. Ad aprile erano già arrivati 10 miliardi, con altri 30 miliardi in arrivo se Anthropic centrerà determinati obiettivi di performance.










